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Cronaca

Stuprata dal "branco" a 18 anni, ecco il racconto dell'orrore

Di Fabio Russello

La violenza sessuale di gruppo subita da una ragazza e finita al centro di una indagine che oggi ha portato a 4 arresti è avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio in una casa di Triscina, frazione di Castelvetrano.

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La vittima aveva compiuto 18anni da pochi giorni, quando, con la scusa di una festa, nonostante il coprifuoco imposto dalle norme anti Covid, è stata attirata nella villetta. I ragazzi coinvolti, alcuni impiegati, altri operai, sarebbero stati 5. Uno era minorenne.

Gli investigatori hanno sequestrato i loro cellulari e il Ris dei carabinieri ha eseguito già a febbraio i rilievi nella villetta.
«Attendiamo ancora una relazione dettagliata su quanto abbiamo trovato nei cellulari - dice il comandante dei carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo Domenico Testa - In questi mesi le indagini non si sono mai fermate. Abbiamo sentito a sommarie informazioni tante persone che fanno parte della rete relazionale della ragazza, e anche gli indagati. Abbiamo utilizzato nelle indagini anche delle attività tecniche che ci hanno consentito di raccogliere un quadro indiziario chiaro che ha consentito al gip di emettere i provvedimenti cautelari».

La giovane ha raccontato ai militari che mentre si trovava con un ragazzo al piano di sopra per un rapporto sessuale consenziente, il giovane ha chiamato il cugino e gli altri amici che erano rimasti al piano di sotto ed è stata poi costretta a subire «ripetuti atti sessuali» .

Solo uno non avrebbe partecipato, ma non avrebbe fatto nulla per mettere fine alla violenza. I giovani erano andati a prendere la vittima in auto attorno alle 18. Arrivati alla villetta hanno cominciato a bere vodka e birra. Alle 21.30 la vittima è stata informata che in realtà le altre ragazze che avrebbero dovuto partecipare alla festa non sarebbero arrivate.
La ragazza ha chiesto allora di essere riaccompagnata a casa. E' andata al bagno per sistemarsi. Uscendo, ha incontrato davanti alla porta uno dei giovani, che l’ha trascinata in camera da letto. Poi è iniziato l’orrore.

«Il ragazzo ha chiamato gli amici. Lui mi ha bloccato. non riuscivo a divincolarmi dalla presa - ha raccontato ai carabinieri - Ho iniziato a gridare a squarciagola disperatamente perdendo anche la voce». La ragazza, sotto choc, è stata riaccompagnata a casa. Grazie ad un’amica e alla famiglia il giorno dopo ha avuto il coraggio di denunciare. I 4 sono tutti residenti a Campobello di Mazara, nati nei comuni tra Mazara del Vallo, Marsala e Salemi. Due sono finiti in carcere e altri due ai domiciliari. Già domani sono previsti gli interrogatori di garanzia al tribunale di Marsala. 

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