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Il rock incontra il teatro: i Blue Sensation Electric Dreames al Pirandello

Agrigento: la collaborazione tra la band agrigentina e Gaetano Aronica, il 2 e 3 febbraio lo spettacolo “We can be Heroes”

Il rock incontra teatro: i Blue Sensation Electric Dreames al Pirandello

Una passione comune, la musica: “una fiamma che è diventata fuoco”, una band che fin dagli anni 70 ha cercato di restare costantemente al passo con i tempi, mai seguendo le mode, magari creandone, mescolando e confondendo costantemente passione e vita.

Stiamo parlando dei Blue Sensation Electric Dreames che tornano alla ribalta con un importante progetto teatrale.

La nota band Rock/ Blues agrigentina il 2 e 3 febbraio sarà, infatti, al Teatro Pirandello di Agrigento con lo spettacolo “We can be Heroes” di e con Gaetano Aronica e con la partecipazione straordinaria di Silvia Frenda.

Il gruppo -formato da Peppe Vita, voce e chitarra, Roberto Sciarratta, chitarra elettrica, Luigi Gangarossa, batteria, Ruben Russo, basso, e Vittorio Alessandro, chitarra acustica e voce- da oltre 40 anni portano in giro brani storici del rock spaziando da artisti come David Bowie, Neil Young e Rolling Stones arrivando ad altri grandi come Jimi Hendrix e Pearl Jam.

A Peppe Vita, frontman del gruppo, abbiamo chiesto:

Com’è nata la collaborazione con Aronica?

“Per caso! Tano aveva presentato il suo spettacolo alla kolymbethra ed io, stuzzicandolo, gli ho proposto di portare il suo monologo ad OceanoMare (storico locale sulla spiaggia del lido di Agrigento, ndr) in occasione di un nostro concerto. Così, abbiamo provato alcune cose e, devo dire, sono venute abbastanza bene. Ma era semplicemente una parte dello spettacolo. Abbiamo, poi, capito che c’erano le condizioni per ripetere l’esperimento in teatro”.

Quale sarà il ruolo della band nello spettacolo?

“In teatro la presenza della band non è preminente, ma deve, comunque, creare le giuste atmosfere: attaccare e staccare, abbassare il volume in alcune parti del testo recitato e, attraverso il suono, mettere in evidenza le parti che interessano al regista. Nello spettacolo ci saranno momenti nei quali ognuno di noi avrà modo di mettersi in gioco. Saremo un passo dietro al protagonista, non dobbiamo fare teatro, saremo semplicemente noi stessi cercando di creare la cornice giusta per Tano”

Un progetto ambizioso?

“Siamo in sala prova diverse ore del giorno, abbiamo già fatto un sopralluogo in teatro e stabilito le posizioni. Adesso stiamo lavorando sulle luci. Ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno per realizzare uno spettacolo di altissimo livello”

Quali brani proporrete?

“E’ assolutamente vietato fare anticipazioni (sorride); contiamo sull’effetto sorpresa. A parte Heros di David Bowie, che sarà la conclusione dello spettacolo, De André e piccole chicche che verranno fuori, abbiamo pescato qua e la, anche su cose strane. Molto lavoro è stato fatto sui suoni con i quali accompagneremo lo spettacolo, sonorità che derivano da brani rivisitati e che, siamo certi, creeranno le giuste atmosfere”

Avete un po’ di timore?

“Siamo dei dilettanti, nel senso che ci dilettiamo a fare questa cosa per gioco. Ma siamo sempre riusciti da più di 40 anni a rimanere attaccati agli strumenti. Sicuramente, arrivare a suonare al Pirandello, il nostro teatro di casa, per noi è un grande stimolo. Possono anche tremare i polsi ma significa che siamo ancora nelle condizioni di prenderci le nostre responsabilità e fare le cose per bene. Una passione mai finita; in tutti questi anni ci siamo scambiati dischi, impressioni sui pezzi, sui nuovi gruppi. La musica è stata sempre una parte fondamentale della nostra curiosità. Spesso, approfittando dello spazio che si creava ad OceanoMare, imbracciavamo gli strumenti e suonavamo con i nostri amici e per i nostri amici. Arrivare al Pirandello è una gratificazione. In questi anni siamo migliorati e oggi suoniamo meglio di come suonavamo prima. Migliorandoci abbiamo tenuto viva questa fiamma che è diventata fuoco”

A quale periodo della vostra vita rimanda We can be Heroes?

“Alla musica della nostra adolescenza, a quando arrivavano i dischi in vinile nei pochi negozi musicali di Agrigento. Noi siamo cresciuti con i miti del rock degli anni 70, con le radio private. È la nostra musica, siamo noi!”

A proposito di eroi, chi sono secondo te gli eroi di oggi?

“Sono uomini e donne che hanno la capacità di sognare e che pensano che il giorno più bello della vita che vivrai è sempre quello di domani. Sono i padri di famiglia che, nonostante le difficoltà, riescono a portare il pane a casa a regalare un sorriso ai propri figli, anche sapendo che domani sarà durissima continuare. La vita ha un valore assoluto che non può essere svilito piangendosi addosso”. 

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