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Editoria, il Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno: «Chiesta la liquidazione della società»

Economia

Editoria, dichiarato il fallimento della Gazzetta del Mezzogiorno

Di Redazione

BARI - Il Tribunale di Bari, sezione fallimentare, ha dichiarato il fallimento delle società Mediterranea ed Edisud, rispettivamente proprietaria ed editrice della testata Gazzetta del Mezzogiorno. Sciogliendo la riserva sull'istanza presentata dalla Procura, i giudici hanno concesso a entrambe le società l’esercizio provvisorio, così come chiesto dal procuratore aggiunto Roberto Rossi con i sostituti Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio, che coordinano l’inchiesta sulle società.

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Dagli accertamenti della Procura di Bari, Mediterranea ed Edisud avrebbero accumulato complessivamente debiti per circa 50 milioni di euro.

«La prosecuzione dell’attività imprenditoriale, finalizzata all’esclusione di danno grave per i dipendenti e la comunità che usufruisce dei servizi editoriali, potrebbe risultare non negativa anche per i creditori, potendosi fondatamente presumere che l’interruzione dell’attività riduca il valore del complesso aziendale che, in costanza di esercizio, potrebbe essere più favorevolmente collocato sul mercato». Sono le motivazioni alla base del provvedimento con il quale il Tribunale di Bari, sezione fallimentare, ha concesso l’esercizio provvisorio alla società Edisud Spa, editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, dichiarata fallita.

Il Tribunale ha emesso due distinte sentenze per ciascuna delle due società Edisud e Mediterranea, quest’ultima proprietaria della testata giornalistica. Per entrambe è stato dichiarato il fallimento «provato lo stato di insolvenza», con «forte prevalenza dei costi rispetto ai ricavi», «esposizioni debitorie superiori a 40 milioni di euro» per Edisud e «debiti complessivi superiori a sette milioni di euro» per Mediterranea. L'esercizio provvisorio per Mediterranea è motivato dalla necessità di «evitare nell’immediato l’interruzione della pubblicazione della testata giornalistica».

Il Tribunale ha quindi nominato i curatori, Michele Castellano e Gabriele Zito per la prima società, Paola Merico e Rosario Marra per la seconda, fissando alle udienze del 24 e del 26 novembre 2020 le adunanze dei creditori per l’esame dello stato passivo dinanzi ai giudici delegati.

I sindacati

«A questo punto facciamo appello alla politica affinché vari norme immediate che accompagnino, senza traumi, il difficile percorso che si schiude con la dichiarazione di fallimento, e all’imprenditoria, in particolare quella locale, nella speranza che sappia e voglia cogliere le grandi opportunità che si profilano dietro la procedura fallimentare, tutelando i posti di lavoro e rilanciando il una testata con un brand tuttora fortissimo e dalle enormi potenzialità nei territori di riferimento». Lo affermano Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia, e Vito Gemmati, segretario generale della Uilcom regionale, commentano la sentenza del Tribunale di Bari che ha dichiarato il fallimento della Edisud spa, società editrice de 'La Gazzetta del Mezzogiornò, e della Mediterranea s.p.a., proprietaria della testata.

«Si tratta - evidenziano i sindacalisti - di una sentenza che, seppur dolorosa e drammatica, potrebbe avere risvolti positivi e celare segnali di speranza per tutte le lavoratrici ed i lavoratori del giornale, in particolare per i poligrafici, che scontano, già dal 2013, tagli pesantissimi alle loro retribuzioni e che sono stati duramente colpiti dalla spending review attuata dagli amministratori giudiziari».

«Accogliendo la richiesta di esercizio provvisorio formulata dalla Procura della Repubblica - proseguono - il Tribunale del capoluogo ha dimostrato nei fatti di avere a cuore non soltanto una testata storica, con oltre 133 anni di attività a servizio delle regioni di Puglia e Basilicata, ma anche le sorti dei circa 150 lavoratori, fra poligrafici e giornalisti, trascinati, senza alcuna responsabilità, sin dalla data del sequestro giudiziario per confisca, a settembre 2018, in un incubo ancora senza un epilogo». «Ora - concludono Busto e Gemmati - bisogna concentrare le forze per rilanciare con ogni mezzo la Gazzetta». 

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