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«Cancro alla bocca: casi in aumento. Diagnosi e pulizia orale le armi per combatterlo»

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«Cancro alla bocca: casi in aumento. Diagnosi e pulizia orale le armi per combatterlo»

Di Assia La Rosa

CATANIA - Per ridurre l'incidenza delle malattie, salvaguardare e tutelare la salute evitando complicazioni, la parola chiave è “prevenzione”. E questo vale anche per la nostra bocca e per i denti, quotidianamente sottoposti a usura e minacce esterne che possono avere conseguenze gravi e dar vita a tumori del cavo orale.

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«Il cancro alla bocca è in aumento negli ultimi anni – spiega il dottor Francesco D’Agata, odontoiatra del poliambulatorio H7 di Catania (la nuova struttura di via Battello che offre servizi “out of pocket”) – Oggi rappresenta il 10% circa delle neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne. Secondo alcuni dati raccolti dall’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), in Italia l’incidenza è di 3 casi ogni 100mila abitanti. A essere più colpiti sono gli uomini, circa tre volte in più rispetto alle donne».

La rapida individuazione, possibile grazie al contributo degli Odontoiatri e di appositi screening d’indagine, restano le armi di difesa più utili: «La percentuale – continua D’Agata – è abbastanza bassa nei giovani, mentre aumenta con l’avanzare dell’età e raggiunge un picco intorno ai 70 anni». Tanti i fattori che possono causare l’insorgere della neoplasia: «Fumo, consumo di alcol e infezioni in primo luogo. Oltre a questi – aggiunge l’esperto – ci sono anche i traumi della superficie interna della bocca o l’errato posizionamento delle protesi dentarie. Tutti elementi che trovano terreno fertile in caso di scarsa igiene orale».

Purtroppo, nella maggior parte dei casi di tumore del cavo orale, il momento della diagnosi arriva solo quando la malattia si è già diffusa nelle zone vicine, come i linfonodi del collo e persino i polmoni: «È bene non lasciare nulla al caso – sottolinea D’Agata – un dolore alla bocca, una ferita che non si rimargina, un gonfiore persistente, una lesione sospetta o un’escrescenza anomala, una macchia bianca o rossastra possono essere un avviso che non va ignorato. Il carcinoma del cavo orale presenta un grado di aggressività che porta ancor oggi ad una mortalità media di quasi il 50% in 5 anni dall’insorgenza della malattia: le percentuali di guarigione aumentano se il tumore viene individuato in tempi brevi».

Come diagnosticarlo? «L’ispezione e la palpazione della lingua e del pavimento della bocca rappresentano il primo step – spiega il medico – In caso di lesioni sospette della mucosa, invece, viene effettuato uno screening e successivamente una biopsia attraverso il prelievo di una piccola parte di tessuto».

«La rete sul territorio tra odontoiatri, oncologi, radioterapisti, radiologi, anatomo-patologi, otorinolaringoiatri, psicologi clinici, logopedisti – afferma il Direttore Tecnico di Hospital Seven Paolo Cutello - diventa fondamentale per seguire il paziente in tutto il suo percorso di cura: dalla diagnosi, al trattamento, fino alla riabilitazione. La cura della bocca è quindi il primo alleato nella lotta contro questo male: occorre avviare un percorso di sensibilizzazione e di promozione della salute, come quello che stiamo realizzando attraverso una campagna mirata con appositi screening d’indagine di primo livello».

«La prima diagnosi viene arricchita da una seduta per lo sbiancamento dentale con il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) al 6% - continua D’Agata - Un trattamento che può essere ripetuto autonomamente con uno speciale kit o curato da un esperto con perossido di idrogeno al 38%. Viene applicato un gel sui denti, successivamente trattato con una lampada professionale. In base al tipo di terapia scelta, si va da una durata di circa 6 minuti per la prima e di 10 per la seconda. Un buon inizio per prendersi cura di sé e dell’igiene orale. Il mio consiglio? – continua D’Agata – effettuare una visita ogni 6 mesi o al massimo ogni anno per esaminare la salute dei denti, delle gengive e dell’intero cavo orale».

«Abbiamo avviato quattro campagne di prevenzione, attive fino a dicembre 2020 – ricorda il manager di H7 Daniele Virgillito – offrendo servizi specialistici a tariffe agevolate per facilitare l’accesso a visite ed esami di fondamentale importanza per la salute e il benessere dei nostri concittadini. Le tariffe delle visite sono “light” e le prestazioni erogate sono tarate su standard di elevata qualità. Il tutto, con un team di professionisti di altissimo standing abituati a gestire tutte le casistiche, dalla più semplice alla più complessa. L’obiettivo, conclude l’imprenditrice del gruppo Alba Murabito, è quello di diventare centro di riferimento nel cuore della città per accertamenti ed esami diagnostici che si avvalgono di alta tecnologia e possano soddisfare le crescenti richieste di salute, prevenzione e benessere dei cittadini catanesi, offrendo standard sempre più elevati e tempistiche sempre più brevi».

 

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