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Quota 100, la Sicilia è in testa col 15% del totale di domande

Di Michele Guccione

Palermo - Fra quota 100 e Reddito di cittadinanza l’Inps in Sicilia rischia di andare in tilt e chiede aiuto a Roma e ad altre regioni. Infatti, con 1.848 domande pervenute all’Inps Sicilia alle ore 12 di venerdì scorso, l’Isola è subito in assoluto la prima regione d’Italia per numero di accessi alla pensione anticipata con quota 100, quando in tutto il Paese erano 13.792. Si tratta di circa il 15% del totale. Una percentuale che pone l’Isola ad oltre 500 posizioni davanti alla Lombardia, che ha una popolazione simile ma più lavoratori con molti più anni di contributi versati, e dove hanno chiesto di uscire prima dal lavoro in 1.394. A livello provinciale, le domande sono state 157 ad Agrigento, 75 a Caltanissetta, 434 a Catania, 85 a Enna, 280 a Messina, 438 a Palermo (è la prima per sole quattro unità in più su Catania), 78 a Ragusa, 135 a Siracusa e 166 a Trapani.

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Ieri, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione al Senato ha detto che il numero di domande è cresciuto di circa 5mila rispetto a venerdì scorso, toccando così quota 18mila, e che di queste il 40% arriva da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Boeri non ha fornito il dettaglio regionale, ma all’Inps dicono che l’Isola continua a restare in testa. In Sicilia, quindi, è scattata una vera e propria fuga dal lavoro. E le stime dell’Inps fanno prevedere che la nostra regione si manterrà la prima anche nel prosieguo di questa inaspettata finestra che si è aperta sull’impenetrabile muro della legge Fornero.

La Campania, solitamente più proclive della Sicilia a fenomeni del genere, venerdì si è fermata a 1.434 domande, mentre è il Lazio, con 1.745, l’unica a tenere testa alla Sicilia, ma restando un passo indietro. In quest’ultimo caso è Roma a fare la parte del leone: da sola conta 1.279 istanze.

Questo esodo di massa, anche se sarà scaglionato (infatti solo i dipendenti privati andranno via da aprile, mentre quelli pubblici potranno farlo da luglio), metterà in serie difficoltà la macchina burocratica dell’Inps, che già, su meno di 2mila dipendenti in servizio in Sicilia, soltanto venerdì scorso ne ha persi 58. Sono i primi impiegati e funzionari che hanno presentato istanza per quota 100. Si calcola che saranno in tutto circa 400 quelli che potranno andare via in anticipo. Se si aggiungerà la mole di lavoro, anch’essa assai impegnativa, che arriverà col Reddito di cittadinanza, l’istituto di previdenza nell’Isola rischia di non potere smaltire tutte le domande in tempi rapidi.

Il presidente del comitato regionale Inps, Mimmo Binaggia (nella foto), ha lanciato l’allarme al Civ nazionale e il direttore regionale, Sergio Saltalamacchia, si è rivolto ai vertici della tecnostruttura nazionale. E si affaccia l’ipotesi di rinforzi da altre regioni, anche attraverso il lavoro a distanza, sperando che nel frattempo la sede di Roma possa completare qualche concorso e inviare rimpiazzi anche in Sicilia.

«Se resteremo con 1.600 dipendenti saremo in grosse difficoltà - spiega Mimmo Binaggia - al Civ nazionale mi hanno detto che il governo ha stanziato 50 milioni di euro con i quali conta di scorrere le graduatorie degli ultimi concorsi e assumere altro personale in tempi brevi. Non sappiamo ancora quando, ma speriamo di ricevere 100-150 nuove unità. Inoltre, ma non c’è ancora nulla di ufficiale, in direzione nazionale si parla dell’ipotesi di ottenere l’aiuto in sussidiarietà a distanza da parte di qualche altra regione con meno carichi di lavoro. Ma non è ancora sicuro»

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