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Blutec, tavolo convocato al Mise il 5 marzo: sindacati annunciano protesta

Saranno verificati lo stato di avanzamento del piano industriale per la ripresa del sito produttivo, la sottoscrizione degli accordi e dei contratti annunciati dall’azienda. Per la Fiom siciliana quella data è sintomo di disinteresse

Blutec, tavolo convocato al Mise il 5 marzo

ROMA - E’ stato convocato al Ministero dello Sviluppo Economico, il 5 marzo alle ore 16, il tavolo sulla Blutec di Termini Imerese, a cui parteciperanno il Ministero del Lavoro, Invitalia, l’azienda e le organizzazioni sindacali, per verificare, secondo le tempistiche concordate nella precedente riunione del 19 dicembre 2018, lo stato di avanzamento del piano industriale per la ripresa del sito produttivo, la sottoscrizione degli accordi e dei contratti annunciati dall’azienda, nonché la programmazione del progressivo reinserimento dei lavoratori e degli strumenti a supporto. Lo rende noto il ministero con una nota. 

«La data del 5 marzo è inaccettabile, conferma il disinteresse rispetto a una situazione esplosiva. I lavoratori dovrebbero aspettare quasi un mese, intanto il piano di reindustralizzazione rimane fermo e non c'è copertura della cassa integrazione. Domani noi saremo assieme ai sindaci davanti al ministero per protestare». Lo dice il segretario della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone. Per la Fiom è «grave» che tra i destinatari della convocazione non ci sia il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta. «Non era mai accaduto prima, il sindaco è sempre stato invitato ai tavoli ministeriali perché rappresenta la città - sostiene Mastrosimone - Tra i mille lavoratori tra diretto e indotto c'è tensione, c'è rabbia per una convocazione così lontana. E domani saranno in presidio davanti alla Presidenza della Regione a Palermo e di fronte ai cancelli della fabbrica a Termini Imerese a fare sentire la propria voce, mentre noi saremo a Roma».

Anche il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini interviene sulla vertenza Blutec.  «Il silenzio del Governo su tante, troppe vertenze, sta causando la perdita di reddito, di lavoro e di possibilità di risanamento per tante imprese e tanti lavoratori. È il caso dei dipendenti della Blutec di Termini Imerese che, nonostante le promesse ascoltate al ministero dello Sviluppo economico, stanno perdendo la speranza di poter vedere nuovamente produttivo il loro stabilimento». «Il ministro Di Maio - sottolinea - si era solennemente impegnato, davanti ai cancelli della fabbrica, a seguire la vertenza. Alle promesse non sono seguiti i fatti. Domani i lavoratori saranno a Roma in un presidio davanti al Ministero, ma solo il 5 marzo è stato convocato l’incontro. Non si può aspettare così a lungo. Serve al più presto definire un serio piano industriale e occupazionale non disgiunti dalle intenzioni di Fca sulle future commesse. Per altro - aggiunge - gli ammortizzatori sociali sono giá scaduti e i lavoratori Blutec sono senza alcuna protezione». «É una condizione comune a molte altre situazioni. Per questo - conclude Landini - abbiamo più volte chiesto al Mise, insieme a Cisl, Uil e Confindustria di rivedere le norme sugli ammortizzatori sociali. È assolutamente urgente farlo».

 

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