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Ex Province, agonia finita o presa in giro? Musumeci esulta, M5S e Lega si dividono

Di Redazione

Le ex province e il loro destino diventano uno dei campi su cui le forze politiche si danno battaglia in vista (anche) delle elezioni europee. Perché oggi è il giorno della polemica dopo che il presidente della Regione Nello Musumeci ha annunciato l’accordo tra Regione e Governo che permetterà di trasferire alle ex province siciliane entro giugno, cento milioni di euro, per la spesa corrente che si aggiungo ai 102 milioni già erogati dalla Regione nelle scorse settimane. Uno stanziamento che consente – ha detto il presidente Musumeci – di potere approvare i bilanci rimettendo in moto la macchina degli investimenti.

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Il mondo politico si è diviso trasversalmente. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, parlando come vicepresidente di AnciSicilia ha detto che “L'accordo raggiunto tra lo Stato e la Regione siciliana rappresenta finalmente un primo passo verso una soluzione della fin troppo lunga crisi delle ex Province siciliane".

Ma dal Pd – area comunque più vicina a quella del sindaco Orlando - le voci non sono concordi perché il deputato nazionale Pietro Navarra ha parlato di “vera e propria presa in giro”.

”Da mesi - aggiunge - lavoriamo in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati per riconoscere alle ex Province siciliane pari dignità rispetto alle altre ex Province d’Italia, ma mentre tutte le altre ex Province italiane negli anni 2016-2019 hanno avuto restituiti interamente i tagli ai propri bilanci effettuati nel recente passato, alle ex Province siciliane - spiega Navarra - non è stato riservato lo stesso trattamento. Vorrei suggerire al Sottosegretario Villarosa e ai rappresentanti del Governo della Regione Sicilia di leggere i documenti depositati in Commissione Bilancio della Camera per apprendere e comprendere che parità di trattamento significa riconoscere alle ex Province siciliane 243 milioni di euro, di cui 54 a decorrere dal 2019 in avanti e 189 una tantum per gli anni 2016-2018".

Dal M5S i commenti sono invece entusiastici: "Grazie al lavoro di intermediazione del nostro sottosegretario Alessio Villarosa il Governo è riuscito a compiere un passo decisivo per il salvataggio dei liberi consorzi e delle città metropolitane siciliane” ha detto il deputato pentastellato Eugenio Saitta.

La Lega, come ormai accade quotidianamente, la vede molto diversamente rispetto agli alleati di governo grillini. Il deputato siciliano e vicecapogruppo alla Camera della Lega, Alessandro Pagano attacca: “Altro che accordo vantaggioso: quello tra Governo e Regione Siciliana sul ristoro delle somme oggetto del prelievo forzoso delle ex province, voluto dal governo Renzi, somiglia più ad una beffa che ad un giusto e corretto ristoro. Ricordiamolo come erano andati i fatti: il governo Renzi aveva prelevato forzatamente somme a tutte le province italiane e quest’ultime avevano ricevuto indietro il maltolto: tutte tranne la Sicilia, però". E parla già di modifiche da auspicare.

Da Forza Italia invece parlano, per bocca del deputato Giusi Bartolozzi, di “miglior risultato possibile per poter far fronte alle improrogabili esigenze dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane siciliane e scongiurarne il dissesto che provocherebbe la paralisi dei servizi e degli investimenti".

L’accordo è invece bocciato senza appello anche dal sindaco della Città metropolitana di Messina, Cateno De Luca: "I 150 milioni proposti dall’inedita coppia Armao-Villarosa non bastano neanche per il 2019 e per la copertura dei deficit degli anni precedenti. Si tratta di briciole che non bastano a risolvere la situazione. Ci siamo stancati di essere tenuti al guinzaglio con soluzioni di breve periodo. La marcia del 15 maggio a Palermo si farà perchè non c'è una soluzione definitiva del problema".

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