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Che meraviglia la notizia di Noto capitale del farlocco, coi quadri presuuuuunti fintarelli (che cosa cheap, che cosa poco chic, nella capitale del gaysmo europeo. Che meraviglia la presuuuuunta presa per il sedere dove la presa per il sedere è (giustamente) vanto e turismo e commercio di immobile e aperitivo rinforzati o attisati che due si voglia. Che meraviglia Vittorio Sgarbi che si lancia irato e iracondo contro le forze dell’ordine ma poi si scopre che è stato nominato consulente di parte da Gianni Filippini, pelata da cattivone della Spectre de noantri (dove per noantri si intende Catania, Noto, Siracusa (dove Fabio Granata regalò per tre anni un ufficio, regalìa poi annullata dal consiglio comunale per manifesta cumacchità). Che meraviglia le lectio magistralis preseperilsederis di Sgarbi o ogni “mostra” (femminile di “mostro”) di Filippini. Ora, il consulente di parte Sgarbi, a difesa di Filippini, dirà la solita noiosa ripetuta tesi “le attribuzione o expertise sono opinioni personali dei critici” (e quindi allakatalla con le prese per il sedere dei poveri sindaci (mi raccontano di un Bonfanti, sindaco di Noto, preso dai turchi, confuso poverino, lui che Filippini è Sgarbi li adorava proprio, “adoro” proprio). E quindi un po’ di “opinioni” saranno consentiti a questa rubrichina critica. 1) Le mostre di Filippini - Sgarbi sono le più scarse del mondo 2) la prima collaborazione Filippini - Sgarbi fu quell’obbrobbrio vergognoso di mostra dal titolo tipo “artisti di Sicilia” sulla quale fu emesso un comunicato che diceva “la mostra più importante del secolo secondo il New York Times”. Unico fra tutto feci ricerchina: il NYT mai si era occupata di questa mostrina per il quale l’allora assessore Licandro si esaltò: la città era tappezzata da manifesti con la frase (finta, fake, bufala, minchiata va) attribuita (furbescamente, disonestamente) al NYT. Allora lo dissi. Sono truffatori (è opinione da “critico” sociale). Nessuno mi ascoltò. Oggi, almeno per la seconda volta (Filippini espose anche statuette false) siamo di fronte a sindaci di provincia, assessori arribattuti (non è colpa loro se sono ignoranti) politici che si sentono intoccabili (Granata) i quali, tutti loro confermano la mia tesi: in Sicilia il turismo non è cultura, in Sicilia è la cultura a essere minchiata.

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