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Serie "Caos", il Catania a muso duro con Frattini: «Intervenga governo»

J'accuse dell'ad rossazzurro Lo Monaco: «Il presidente del Collegio di Garanzia dimentica di essere la causa originaria del disastro relativo alla Serie B.... A questo punto, solo l'intervento dell'esecutivo nazionale può obbligare tutte le parti al rispetto delle regole». Rinviata intanto la partita col Siracusa    

Serie "Caos", il Catania a muso duro con Frattini: «Intervenga governo»

Pietro Lo Monaco

CATANIA - Calcio - e in particolare Serie B e C - nel caos, com'è noto. E Catania costretto al palo - con danni morali, tecnici ed economici ingenti - senza sapere ancora, già ormai oltre la metà di settembre, in quale campionato e quando giocherà la sua prima partita stagionale: intanto, con la fissazione a venerdì 21 settembre dell'udienza del Collegio di Garanzia del Coni per il riesame dei ricorsi di Ternana e Pro Vercelli, la Lega Pro si è vista costretta a rinviare «a data da destinarsi» anche il match del fine settimana (in programma, secondo calendario, per la seconda giornata) tra Catania e Siracusa.

Con un comunicato, intanto, fa sentire la sua voce il club rossazzurro: «Con riferimento - si precisa - all'intervista rilasciata ieri dal presidente del Collegio di Garanzia dello Sport Franco Frattini alla trasmissione "Fuori Campo", in onda su UmbriaTv e riportata su umbriatv.com, all’intervista concessa all’emittente “InBlu Radio” in data odierna ed alle affermazioni ed anticipazioni rese su Twitter in merito al procedimento in corso relativo alla Serie B, l'amministratore delegato del Calcio Catania (Pietro Lo Monaco, ndr)» osserva: «Le dichiarazioni del presidente Frattini raccolte da varie emittenti televisive e radiofoniche, aggiunte all’iperattività sul noto social network con ripetute, confuse e contraddittorie esternazioni, risultano inopportune e massimamente ambigue, lasciandomi letteralmente basito.

«Il presidente Frattini - prosegue Lo Monaco - dimentica di essere la causa originaria del disastro relativo alla Serie B, conseguente alla decisione ufficializzata venerdì 10 agosto di rinviare inizialmente a venerdì 7 settembre un verdetto cruciale per il nostro calcio, poi addirittura rinviato a martedì 11 settembre. Più di un mese, al tirar delle somme, per una decisione (anzi, per una non-decisione) in merito ad una grave violazione delle leggi federali, ed in particolare delle norme NOIF, compiuta dal Commissario Fabbricini su impulso della Lega B: perché questo rinvio incompatibile con le esigenze di organizzazione dei campionati, considerando che in genere il Collegio di Garanzia si esprime nell’arco di 4/8 giorni? Il presidente Frattini deve ancora spiegarlo in modo convincente a tutti…».

E ancora: «Franco Frattini, che resta presidente del Collegio di Garanzia dello Sport a prescindere dalla composizione nel singolo procedimento dell'organo giudicante chiamato prima e richiamato adesso a decidere sullo scandalo Serie B, ha affermato: "Ho espresso un'opinione che ai tifosi della Ternana farà piacere, ma alle controparti probabilmente no". Tale affermazione potrebbe equivalere ad una "moral suasion" scadente e comunque di dubbia legittimità nei confronti dei giudici chiamati ad esprimersi venerdì 21 e lunedì 24 settembre: si corre, così facendo, il rischio di disturbare il loro lavoro e condizionare il loro libero convincimento. Tale libero convincimento, secondo noi (che in termini di opportunità possiamo permetterci di esternarlo in quanto parte e non giudice) e secondo un percorso lineare di diritto sportivo, non può prescindere dalle sentenze (non opinioni ma sentenze!) rese dagli organi di giustizia della Figc in primo e secondo grado.

«In generale - aggiunge l'ad del Catania -  il presidente Frattini non pare sufficientemente consapevole dell'importanza dei suoi "tweet", magari utili a mantenere popolarità, e delle sue dichiarazioni in un momento drammatico del calcio italiano, confuso e sconvolto dal caos conseguente all'attentato alle regole compiuto dalla Lega B prima, incredibilmente e gravemente avallato dal commissario Fabbricini poi. Il presidente Frattini dovrebbe sapere che, ad esempio e per rimanere nel confine delle regole del calcio a noi sempre molto care, un arbitro non commenta le sue scelte davanti a telecamere e microfoni.

«A proposito di urgenza del giudizio - si legge ancora nella nota -  il presidente Frattini dichiara poi: "In questo caso ritengo che l'urgenza sia talmente forte perché il decreto del Tar Lazio ha bloccato tutte le partite della Serie B, cosa che questa estate non era accaduta» ed ancora, "il problema è che qui al momento non si gioca nessuna partita di B; il danno che si sta facendo ai tifosi di tutte le altre 19 squadre che stanno giocando richiede una decisione che va presa assolutamente in fretta". Tali dichiarazioni sono state successivamente corrette, negando l’evidenza dell’errore che denota insufficiente lucidità, ma non cancellano le nostre domande. Non era forte anche l'urgenza di far rispettare le regole, quando il presidente Frattini scelse di rinviare tutto? Anzi, non era più forte? Non era forte l'urgenza di collocare cinque società nel campionato d'appartenenza? Non era forte l'urgenza di evitare che il mondo ridesse di una Serie B monca e perennemente sub iudice? Non era forte l'urgenza di tutelare il diritto di centinaia di calciatori, centinaia di persone che lavorano nei club coinvolti e centinaia (di migliaia) di tifosi? Non era forte l'urgenza di tutelare l'organizzazione di un altro campionato professionistico chiamato Serie C, che merita pari tutela rispetto alla B, e quella dei campionati della Lega Nazionale Dilettanti, rinviati? A queste domande si sarebbe potuto rispondere affermativamente e semplicemente, nell'interesse di tutti, con la stessa abbreviazione d'ufficio dei termini annunciata ieri. Per il Presidente Frattini, è quindi urgente soltanto ciò che è caro alle prime 19 delle 22 società di B, non anche ciò che riguarda tutte le altre società professionistiche. Lei, stimato presidente Frattini - conclude Lo Monaco - non presiede il Collegio di Garanzia della B ma il Collegio di Garanzia dello Sport. A questo punto, solo l’intervento del governo può obbligare tutte le parti al rispetto delle regole e rappresentare così l’ancora di salvezza per queste istituzioni calcistiche alla deriva»    

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