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Il personaggio

Il campo larghissimo in Sicilia e il “totem” che viene dalla Sardegna: chi è Cuccureddu

La ricetta sarda che ha permesso di sconfiggere la Meloni che Pd, M5S e De Luca vogliono importare

Di Mario Barresi |

Cuccureddu, chi è costui? Il primo pensiero – quando il nome viene evocato nel pomeriggio nel mare di gioiose contaminazioni in mezzo alle due Isole – va subito ad Antonello. Il «malufigliu», primo sardo a vestire la maglia della Juventus, jolly di difesa e centrocampo, noto per le sue punizioni-dinamite; da allenatore lo ricordano con affetto anche ad Acireale: ottavo posto in C1 nel 1997/98.Ma non è lui. Non è lui a cui si riferisce Laura Castelli, ex potente sottosegretaria grillina all’Economia, poi scissionista con Luigi Di Maio, ora presidente nazionale di Sud chiama Nord. Che si congratula con Alessandra Todde, nuova star progressista, rivendicando il sostegno che le ha dato Cuccureddu. Evidentemente è lo stesso di cui parla anche Ismaele La Vardera, iena deluchiana, vicepresidente dell’Antimafia all’Ars, in un post trionfante: «Quello che è successo in Sardegna, non può rimanere in Sardegna (…) Insomma lo sfratto è vicino. Buon lavoro a Todde che abbiamo sostenuto come Sud Chiama Nord con il nostro candidato Cuccureddu».

Ma allora chi è Cuccureddu?

Ma chi è allora Cuccureddu?Il mistero è presto svelato. Trattasi di Francesco Cuccureddu, detto Franco, già sindaco di Castelsardo, già consigliere regionale e anche presidente del Consorzio “Rete Porti Sardegna”, è il fondatore del movimento Orizzonte Comune. Che, alle Regionali, ha appoggiato la candidata vincente di M5S e Pd. La lista ha preso 20.824 voti, pari al 3% tondo tondo. E quindi, con il leader Cateno De Luca giustamente chiuso in un intimo silenzio a Fiumedinisi (per la recente morte del padre Nino), è la presidente Todde a rivendicare il risultato dell’«amico» Cuccureddu, che ha presentato l’ultimo libro di De Luca a Cagliari, «un altro tassello che permette al nostro progetto di crescer sempre di più». Orizzonte Comune è alleato di ScN, «una federazione voluta fortemente dal nostro leader, che salda l’asse Sicilia-Sardegna: alle Europee sarà determinante».

Le europee

Già, le Europee. De Luca, da Taormina, venerdì e sabato prossimi lancerà la sfida nell’assemblea nazionale del movimento. E, oltre a svelare i dati di un sondaggio di Nicola Piepoli (presente all’evento) sul «potenziale di crescita» di ScN, qualcosa sulle strategie per il voto di giugno dovrà pure annunciarlo. Corsa solitaria o alleanza con un partito nazionale? Cuccureddu, nuovo guru deluchiano, che si autodefinisce «padre della legge elettorale sarda», sul tema ha idee chiare: «Non c’è spazio per un terzo polo», sentenzia all’Unione Sarda. E “Scateno” che ne pensa? Magari in cuor suo gli darà pure ragione, visti i rapporti con Matteo Renzi e Antonio Calenda.

L’altra isola

Nell’altra isola, intanto, M5S e Pd gioiscono per l’esito della Sardegna. E guardano avanti. «Noi in Sicilia non ci fermeremo un solo giorno per continuare a costruire il fronte alternativo alle destre e a Schifani», giura Nuccio Di Paola, leader regionale del M5S. Gli fa sponda il capogruppo all’Ars, Antonio De Luca: «Qui stiamo lavorando già da tempo con tutte le forze politiche che non si riconoscono nel governo Schifani al fine di consentire presto alla nostra terra di voltare pagina». Musica, per le orecchie di Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, cultore dei campi larghi: «Anche in Sicilia – dice – dobbiamo proseguire su questo solco, cercando anzi di allargare il più possibile il campo e costruire una coalizione coerente in grado di scalzare la destra».

E Scateno?

Tutto molto bello. Ma nessuno si sbilancia su “Scateno”. Ingombrante come alleato da infilare nelle liste alle Europee, ma imprescindibile per coltivare i sogni di una storica remuntada sul centrodestra alle prossime Regionali. Grillini e dem, in Sicilia, sperano che De Luca si sgonfi nella corsa per Bruxelles per poter poi trattare con lui con maggiore potere contrattuale. Allora, bisogna aspettare il prossimo weekend per capire le mosse del sindaco di Taormina. Per il “campo larghissimo”, in quest’isola, i tempi non sono ancora maturi. Ma, come si dice, meno male che Cuccureddu c’è.m.barresi@lasicilia.it

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