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Politica

Conte-Grillo: a che punto è la sintesi sul futuro del M5s

Una telefonata ha riaperto il dialogo tra il fondatore e il candidato leader, ma le distanze sarebbero ancora notevoli

Di Francesca Chiri 

Si riapre il dialogo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte per provare a trovare una soluzione alla grave crisi in cui era sprofondato il Movimento. Una telefonata tra il fondatore del Movimento e il candidato leader riapre la porta ad un tentativo di ricomposizione della frattura attorno al quale le due parti potrebbero trovare una convergenza. Il garante, raccontano fonti accreditate, avrebbe rinunciato ad alcuni punti contesi con Conte, come quelli relativi alla comunicazione e alle nomine che rimarrebbero in mano al nuovo capo politico. Grillo manterrebbe il ruolo di garante come richiesto anche da diversi parlamentari nelle ultime ore.

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«Come farà ora Conte a dire di no?» commentano ora i parlamentari 5 Stelle che sperano ora di poter portare a casa la pace tra i due contendenti. Ma la partita non è affatto chiusa. Chi ha sentito Giuseppe Conte dopo la telefonata con Beppe Grillo riferisce che continuano ad esserci distanze con il fondatore del Movimento e che i nodi principali non sarebbero stati ancora sciolti.

«Si sta lavorando, il finale non è ancora scritto» e la possibilità di trovare un’intesa esiste ma anche il contrario, dice infatti un esponente del Movimento che sta lavorando alla mediazione.

Ma il tempo corre. Nel pomeriggio, Conte dovrebbe finalmente parlare, almeno per fare il punto della situazione. Il suo discorso è atteso per le 17,30. E la terza opzione, oltre al sì o al no, e cioè quella di dire la sua ma non con una parola definitiva, continua ad essere una possibilità concreta. Insomma, un nuovo passaggio interlocutorio. Tra i cosiddetti «contiani» prevale tuttavia il pessimismo. Lo show di Grillo davanti ai deputati è stato così violento da minare non solo il rapporto di fiducia reciproco attuale ma tale da mettere a repentaglio anche la prospettiva per una futura collaborazione. Grillo, si fa notare, «vuole mantenere il potere che ha nel Movimento» e questo non è conciliabile con l'assunzione di responsabilità che spettano ad un capo politico. Tant'è che già si ragiona non solo della possibilità che possa nascere il partito di Conte, ma anche di come organizzare quello che resterebbe del Movimento di Grillo.

 La previsione, si racconta, è che se tutto dovesse saltare si torni a quanto deciso agli Stati Generali, con la nomina di un consiglio direttivo. Se scissione sarà, nel M5s potrebbe tornare la leadership collegiale. Un’opzione che potrebbe essere gradita da molti parlamentari. Anche se la maggioranza tifa apertamente per un accordo. Mentre si moltiplicano le voci dei parlamentari che lanciano appelli per una ricomposizione dello scontro, anche la base sembra parteggiare per la pace.

Sul blog delle Stelle e sulla pagina Fb di Grillo sono infatti in tanti a chiedere al fondatore di fare un passo indietro: «Beppe - si legge in un post - tu e Gianroberto siete stati dei grandissimi ma, se non vuoi restare solo un visionario, pragmaticamente concedi a Conte di portare avanti i vari progetti ed idee del M5S, altrimenti tutto risulterà vano».


 

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