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L'affondo di Musumeci, che incassa l'appoggio di FdI, su Miccichè: «Niente sms di scuse»

Il presidente della Regione, che oggi ha incontrato a Palermo La Russa e Lagalla, torna sulle dichiarazioni del presidente dell'Ars riportate da un'intervista de La Stampa, in parte ritrattata

Di Redazione

Non si spegne l'eco delle polemiche sollevato dall'"uscita" di ieri del presidente dell'Ars e coordinatore siciliano di Forza Italia, Gianfranco Miccichè che in un'intervista a La Stampa, poi ritrattata, ha definito il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci "un fascista catanese". Ieri sera il governatore siciliano, nel corso della trasmissione Il Punto di Telecolor, non si era scomposto più di tanto definendo la dichiarazione stupefacente. Oggi torna sulla vicenda: «Non ho trovato l’sms di scuse del presidente Gianfranco Micciché: lo confesso, l’ho cercato e non l'ho trovato. Ma stiamo parlando del capo del partito del quale ho quattro assessori, è una tempesta in un bicchiere d’acqua. Ecco perché mi è sembrata stupefacente l’intervista: le polemiche mi hanno solo lasciato stupore, ma niente di più. Non ho assolutamente polemizzato anche perché poi ho saputo che quelle parole non erano vere e non le ha mai dette quelle cose, quindi stiamo parlando del nulla. Sto scrivendo al direttore de La Stampa per fare le mie rimostranze, un giornalista non può alterare il significato di una intervista».

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Musumeci sta partecipando ad una riunione a Palermo con il senatore di FdI Ignazio La Russa e Roberto Lagalla, candidato del centrodestra a sindaco di Palermo. «Non ho mai parlato di elezioni anticipate», ha precisato il presidente della Regione. La Russa ha poi spiegato l’ipotesi che era circolata nelle scorse settimane: «Era una mia proposta per accelerare di assumere decisioni, poi abbiamo capito che non serviva». Sulla vicenda Miccichè ancora La Russa afferma: «La vicenda di ieri per noi non lascia trascichi, semmai li lascia negli altri partiti di centrodestra che hanno più di noi fatto emergere l’irritualità di quelle dichiarazioni che per fortuna sono state smentite e che io credo non possano essere effettivamente state rilasciate". 

«Sarebbe bello che il vertice Berlusconi-Meloni e Salvini non fosse necessario per la Sicilia, e sarebbe bello, come noi abbiamo sempre detto, che fossero veramente i siciliani a sottolineare l’unità del centrodestra. Sarà necessario solo se la Sicilia non riesce a trovare l’unità, la mia venuta qui è proprio per chiedere che non sia necessario un vertice per decidere quello che è naturale: uniti su Roberto Lagalla, uniti su Musumeci», ha ribadito ancora il senatore emissario di Giorgia Meloni in Sicilia. «Non prendo in considerazione l'ipotesi che gli alleati non sostengano la ricandidatura di Nello Musumeci alla Regione siciliana, non è possibile, è fuori da ogni logica. Do per scontato la candidatura di Musumeci».

 

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