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Siracusa

Crisi petrolchimico: il Mise convoca un tavolo. La Regione: "Ci saremo, ma chiedevamo altro"

 Il primo vertice, da remoto, lo ha fissato la viceministro allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, per il 31 maggio alle 15.30

Di Massimiliano Torneo

Ci sarà un tavolo al ministero dello Sviluppo economico (Mise) dedicato all'area industriale di Siracusa e al suo momento di crisi. Il primo vertice, da remoto, lo ha fissato la viceministro allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, per il 31 maggio alle 15.30. L'obiettivo è quello di "iniziare ad affrontare nel dettaglio i tanti temi che attraversano il polo petrolchimico aretuseo". Lo ha reso noto la deputazione locale del partito della viceministro Todde, il Movimento 5 stelle, ossia i parlamentari Paolo Ficara, Filippo Scerra, Maria Marzana, Pino Pisani e i deputati regionali Giorgio Pasqua e Stefano Zito. Com'è noto c'è già una richiesta, avanzata formalmente dalla Regione siciliana, per far rientrare il polo industriale siracusano tra le Aree di crisi industriale complessa, cosa che favorirebbe finanziamenti pubblici per la riconversione. Richiesta su cui il Mise non si è mai pronunciato, tanto da suscitare la reazione stizzita del presidente della Regione Nello Musumeci, che il 5 aprile scorso chiedeva un incontro urgente con il ministro Giancarlo Giorgetti.

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E in una situazione già critica si è aggiunta la questione che sta riguardando una delle principali aziende del polo, la Isab-Lukoil (titolare di due raffinerie e due impianti di cogenerazione nell'area) alle prese con tutti gli effetti boomerang delle sanzioni alla Russia. L'azienda sta subendo il “boicottaggio” dai fornitori senza che in realtà sia destinataria di sanzioni, solo per la “colpa" di gravitare nel mondo della russa Lukoil, e in più si avvicina l’ipotesi dell’embargo Ue al petrolio russo, cosa che avrebbe come unica conseguenza la chiusura degli impianti. E per effetto trascinamento tra 7 e 10 mila operai, fra interni, indotto e aziende satellite, rischiano il lavoro. Al tavolo del Mise sono convocati anche l'assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, i vertici di Confindustria Sicilia e Siracusa, i rappresentanti delle aziende che operano nel triangolo industriale, i sindaci di Priolo, Melilli e Augusta e i sindacati. L'invito al territorio della deputazione 5 Stelle è di "presentarsi unito, mettendo da parte speculazioni a scopo elettorale. Il governo - scrivono i pentastellati - deve percepire la compattezza delle forze locali e l'urgenza di un intervento che possa permettere alla zona industriale di Siracusa di avere anzitutto un futuro produttivo per programmare la successiva e necessaria fase di transizione ecologica". L’assessore regionale Turano, giunta la convocazione ministeriale, ha fatto notare che però "un tavolo non è quello che la Regione siciliana aveva chiesto al governo nazionale, e cioè - ha spiegato - una risposta sulla domanda di Area di crisi complessa". Poi ha aggiunto: "Certamente parteciperemo, ma non si può pensare di andare avanti con tavoli tipo Termini Imerese senza trovare soluzioni concrete e risposte certe".

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