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IL FENOMENO

Cresce anche in Sicilia un piccolo esercito di hikikomori, condizione che colpisce i giovani adulti dai 14 ai 30 anni: ecco i segnali-spia

Una sindrome caratterizzata da un rifiuto della vita sociale, scolastica o lavorativa

Di Redazione |

Un piccolo esercito o quasi. Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila. Tantissimi anche in Sicilia, “probabilmente nell’ordine di qualche migliaio” dice Carlo Gilistro il pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno sul tema che si è svolto ieri all’Ars a cui è intervenuto, fra gli altri anche il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno.

“Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro – ai campanelli d’allarme per cercare di correre subito ai ripari. Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione”.

Diversi i segnali-spia: le frequenti assenze da scuola, l’abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei coetanei, l’autoreclusione nella propria stanzetta, l’inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per l’attività solitaria, spesso con l’uso delle tecnologie digitali.

Il fenomeno hikikomori si presenta soprattutto nella fascia di età che va dai 14 ai 30 anni. Da sfatare l’idea che siano dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. “Niente di più falso . sottolinea il deputato M5S – perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del confronto con gli altri”.

Il protocollo d’intesa

A raccontare la traumatica esperienza del figlio è stata Marcella Greco, coordinatrice regionale associazione Hikikomori Italia genitori, sottolineando l’importanza del protocollo d’intesa operante in Sicilia tra le realtà che ruotano attorno all’universo hikikomori e l’Ufficio scolastico regionale. “La Sicilia è sicuramente pionieristica – ha detto – Il protocollo sta infatti permettendo alle scuole di conoscere il fenomeno e di cercare gli strumenti alternativi per consentire ai soggetti hikikomori di studiare. In Sicilia abbiamo esempi virtuosi di scuole che hanno fatto affrontare in casa le prove Invalsi a ragazzi in ritiro e commissioni che si sono riunite in occasione degli esami di maturità nel giorno in cui il ragazzo in ritiro volontario si è sentito di uscire da casa”.

“Dobbiamo dare ai docenti – ha detto il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia Giuseppe Pierro – gli strumenti per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano soldati senza armi. La Sicilia, con l’Usr, è l’unica regione d’Italia che si è dotata di 49 operatori psico-pedagocici che lavorano con impegno negli Osservatori istituiti in ogni provincia e che solo l’anno scorso hanno affrontato 3500 casi di ragazzi con diversi problemi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono necessarie leggi adeguate”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA