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Spettacoli

Fulminacci: «Le canzoni mi vengono a cercare»

Stasera il cantautore in concerto all'Allcart festival di Alcamo con il suo tour estivo

Di Simone Russo

Dopo il grandissimo successo del “Tante care cose e altri successi tour” che ha registrato il tutto esaurito per quasi tutte le date nei club, Fulminacci torna con la sua musica sui palchi dei principali festival italiani. Appuntamento anche in Sicilia: stasera, giovedi 11 agosto, all'Alcart Festival di Alcamo, Trapani.

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"Ho un rapporto bellissimo con la vostra regione – dice Fulminacci -  da poco ho vissuto una esperienza molto bella proprio nella vostra Sicilia. Ho conosciuto il cantautore Marco Castello con il quale ho scritto una canzone che è uscita da poco. Abbiamo avuto una bellissima esperienza di scrittura, proprio in Sicilia. Divertimento e condivisione. Ogni volta che arrivo dalle vostre parti vengo accolto e voluto bene. Mi diverto e mi rilasso. In Sicilia mi sono accorto che avete dei tempi più dilatati, relax".

Nel “Tante care cose e altri successi tour” Fulminacci sta portando live “Tante Care Cose e altri successi”, una nuova versione del suo ultimo album. Questa la tracklist del disco: “Brutte compagnie”, “Chitarre blu”, “Canguro”, “Le biciclette”, “Sembra quasi”, “Santa Marinella” (singolo sanremese certificato disco d’oro), “Tattica”, “La grande bugia”, “Miss Mondo Africa”, “Un fatto tuo personale”, “Aglio e olio (feat. Willie Peyote)”, “Forte la banda”, “Giovane da un po’”, “Meglio di così”.

Cosa succederà sul palco di Trapani? Cosa si deve aspettare il tuo pubblico?

"Succederanno tante cose sul palco, molte neanche io me le aspetto. Ogni volta, mi piace cogliere dalla circostanza del momento. Dipende tutto dal pubblico, ogni serata è diversa dalle altre, grazie alle differenze del pubblico presente. Noi faremo lo show che portiamo in giro per tutta Italia, ma in realtà ogni sera succede sempre qualcosa di divertente e inaspettato".

Porterai sul palco anche una nuova versione del tuo ultimo album. Come nasce questo progetto?

"C'è stata una pandemia in mezzo. Il mio disco è uscito ma non ho avuto occasione di suonarlo nella normalità. Non ho avuto la possibilità di fare un tour come abbiamo sempre immaginato. L'anno scorso è stato tutto diverso, avevo anche delle altre canzoni che non ero riuscito a fare entrare nel disco precedente. Non ero arrivato a chiuderle in tempo. Quindi adesso ho voluto ridare vita ad un tour e allo stesso modo ho voluto renderlo più completo".

La pandemia ha rallentato e danneggiato tutti, sicuramente il mondo dello spettacolo e della cultura sono stati quelli più penalizzati. Come hai affrontato questi lunghi anni?

"Ci tengo sempre a specificare che sicuramente lo spettacolo è una delle categorie che ha subito maggiormente le restrizioni. Certo non io, nel senso che i cantanti non sono stati i più danneggiati. Abbiamo avuto una possibilità diversa tramite il mondo dei social. Chi è stato veramente danneggiato è colui che lavora con il mondo dei live. Totalmente danneggiato. Gente che ha dovuto cambiare mestiere o che si è ritrovata a vivere nelle condizioni di difficoltà reali. Per me è stato un periodo molto difficile, ma ho colto l'occasione per scrivere nuove idee. Il mio pensiero è sempre andato per tutte quelle persone che vivevano solo di live. Finalmente hanno ricominciato a vivere davvero".

Lo scorso anno sei stato protagonista al Festival di Sanremo con il brano “Santa Marinella”, come mai la scelta di portare proprio questa canzone su un palco così importante come quello dell'Ariston?

"Avevo scritto questo brano tre anni prima, ce l'avevo nel cassetto e non sapevo come presentarlo.  Fin dal primo provino fatto a casa mia, questo brano aveva un arrangiamento decisamente classico. Ho pensato che sarebbe stato bellissimo portare questo brano al Festival di Sanremo, insieme all'orchestra.  Non ci poteva essere occasione migliore. È stato pazzesco sentirla, finalmente, arrangiata dal vivo con tutti gli elementi dell'orchestra. Una occasione veramente grande ed importante. Trovavo che fosse il brano più adatto, per me, in quella trasmissione".

Un brano che è stato premiato dalla critica e dal pubblico. In poco tempo è stato certificato disco d'oro. Te lo aspettavi?

"Sono davvero grato alle persone che vengono ai live e che ascoltano le mie canzoni. Percepisco molto affetto ed è veramente fantastico. Molto reale, molto tangibile. I live vanno molto bene perchè ho la fortuna di avere un pubblico che si diverte ma nello stesso tempo si impegna a permettermi di farlo. Tantissima gente viene ai concerti e partecipa in maniera attiva. È una delle cose di cui vado più fiero. Mi sono reso conto che non ci sono canzoni che spiccano sulle altre. Sono tutte apprezzate allo stesso livello, questo mi fa veramente piacere. Non ho i numeri giganti di chi fa gli stadi ma mi fa veramente piacere il calore della gente".

Giovanissimo, a soli 22 anni, hai ricevuto la Targa Tenco 2019 per la categoria Opera Prima. Un prestigioso riconoscimento.

"E' stato pazzesco. Il riconoscimento più importante per la canzone d'autore. Fa veramente impressione essere insignito di un riconoscimento così importante. Mi ricordo che ho reagito fisicamente con la tachicardia. Sono scattati tanti pensieri intrusivi nella mia testa, poi, piano piano, sto imparando queste cose. Mi ha fatto piacere e paura, nello stesso momento".

Come nasce una canzone? Quando capisci che è il momento giusto per scrivere un testo?

"Le canzoni vengono a cercare me. Ogni tanto ci provo a scrivere come se fosse un laboratorio, ma non è cosi. Non funziona così. Non è una giornata di ufficio, mi sono reso conto che mi vengono in mente le cose solo quando non me ne posso occupare. Questa è la chiave di tutto. In qualche modo ho capito che l'idea non può essere aspettata. Il mio cervello non riesce a concentrarsi ad accogliere una idea. Se mi dovessi concentrare a scrivere una canzone, sono già consapevole che sto creando delle strutture nel cervello che non mi porteranno a farlo. Solo quando devo uscire di corsa, mi viene una idea. È una sorta di paradosso".

Guardando al futuro, cosa vedi e cosa ti auguri?

"Penso che quello già ho, sia incredibile. Ogni cosa bella che mi sta succedendo in questo mestiere, penso che sia meravigliosa e gigante. Mi auguro che tutto rimanga così, non ho nessun tipo di ulteriore ambizione. Voglio divertirmi e continuare a fare quello che mi piace. Voglio continuare a vedere le persone che si divertono, a scrivere e ad imparare".

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