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Spettacoli

Maschere del teatro, Binasco e Popolizio in trionfo

Migliore spettacolo “M. Il figlio del secolo” e Migliore regia “Le sedie”. Lino Musella e Sonia Bergamasco migliori attori. La premiazione al Bellini andrà in onda n differita domani su Rai1

Di Laura Cavallaro

Il teatro accorcia le distanze, così dal Vesuvio dove si sono svolte le ultime edizioni de “Le Maschere del Teatro Italiano” all’Etna, che quest’anno ha ospitato i cosiddetti Oscar della prosa 2022, il passo è stato davvero breve. Per la prima volta nella sua storia, il premio, patrocinato dall’Agis e nato nel 2002 da un’idea del regista Luca De Fusco, neo-direttore del Teatro Stabile di Catania, e dal giornalista Maurizio Giammusso è approdato nella città etnea grazie anche al sostegno della Regione Siciliana.

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Numerosi gli ospiti presenti nella platea del Teatro Massimo Bellini di Catania, dove mercoledì sera si è tenuta la premiazione, che verrà trasmessa in differita su Rai1 il 10 settembre. «Sarà l’occasione per fare della città di Catania la capitale del Teatro Italiano per un giorno», aveva già annunciato De Fusco, il cui obiettivo negli anni a venire è proprio quello di riportare sull’Isola le grandi compagnie nazionali, soprattutto alla luce del fatto che molti degli spettacoli vincitori non hanno mai oltrepassato lo Stretto. 

 


Ad aprire l’evento la commovente interpretazione del brano “E ti vengo a cercare” che Fabio Cinti ha dedicato a Franco Battiato a un anno dalla sua scomparsa. Ad accompagnare al pianoforte il cantautore è stato Angelo Privitera, collaboratore e amico di lunga data del musicista catanese. Si è poi entrati nel vivo della serata, come di consueto condotta da un inossidabile Tullio Solenghi, annunciando il vincitore della sezione Migliore Spettacolo 2022, il cui premio è andato a “M. Il figlio del secolo”. La pièce diretta e interpretata da Massimo Popolizio tratta dal romanzo storico di Antonio Scurati, in cui si narra l’ascesa al potere di Benito Mussolini, si aggiudica anche il Premio Miglior disegno luci andato al light designer Luigi Biondi. 

 


La giuria, composta da oltre mille esperti del settore e presieduta da Gianni Letta, ha poi assegnato il premio come Migliore regia a Valerio Binasco per lo spettacolo “Le sedie”, rilettura dell’omonima opera di Ionesco prodotta dal Teatro Stabile di Torino. Per lo stesso allestimento Nicolas Bovey ha ottenuto il riconoscimento come Miglior scenografia mentre Arianna Scommegna e Jurij Ferrini si sono aggiudicati le categorie Migliore attrice e Migliore attore non protagonista per lo spettacolo “Ifigenia/Oreste” prodotto sempre dal TST. En plein per lo Stabile piemontese che con il Premio Lonardi Buontempo al direttore Filippo Fonsatti, per il percorso di internazionalizzazione intrapreso nella città della Mole, si è portata a casa ben cinque delle originali statuette realizzate in acciaio corten e pietra dell’Etna dall’artigiano Paolo Gambardella.

 

 

Un altro grande momento della kermesse è arrivato con la premiazione del Maestro Nicola Piovani, il quale dopo aver ricevuto direttamente da Letta il Premio del Presidente, si è seduto al pianoforte per eseguire “Il tango della cimice” accolto dalla platea con una vera e propria standing ovation. 
Le emozioni sono proseguite poi con la premiazione di Lino Musella come Migliore attore protagonista per “Tavola Tavola, Chiodo Chiodo” - progetto con il quale l’attore napoletano, già premio Ubu, ha dato voce al genio artistico e alle battaglie culturali di Eduardo De Filippo - e di Sonia Bergamasco come Migliore attrice protagonista per “Chi ha paura di Virginia Woolf”, capolavoro di Albee diretto da Latella per lo Stabile dell’Umbria. Silvio Orlando si è aggiudicato invece il premio come Miglior monologo con “La vita davanti a sé”, opera tratta dal romanzo di Romain Gary mentre Migliore Emergente 2022 è risultata Valentina Carli protagonista de “La classe” di Vincenzo Manna.

 

 

Al musicista Germano Mazzocchetti è andato il premio Migliori musiche per “La concessione del telefono”, spettacolo prodotto dal Biondo di Palermo mentre Vittorio Franceschi ha vinto nella sezione Novità italiana con “Il domatore”, co-coprodotto dal Teatro Due di Parma e dal CTB. 
Infine, la sezione Costumi ha visto il trionfo di Matilde Annis, Carlotta Bufalini, Flavia Garbini, Ludovica Ottaviani, Valentina Poli, Stefano Ritrovato e Nora Sala, i sette allievi dell’Accademia Costumi e Moda di Roma che oltre a essere i più giovani vincitori nella storia del premio rappresentano anche il futuro di una professione, che in Italia affonda da sempre le sue radici in un passato glorioso. A scaldare la serata, è stata inoltre la verve e la simpatia travolgente di Nino Frassica, vero e proprio mattatore, a testimonianza del fatto che da sempre il teatro italiano si erige su grandi artisti della tragedia e della commedia. 

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