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Spettacoli

Quel Sanremo targato Amadeus stavolta senza effetti fantasmagorici

Di Salvo Pistoia

Gli ultimi trenta giorni dell'anno sono stigmatizzati dall'acquisto ai regali, le tredicesime che spariscono in men che non si dica, stilare gli appuntamenti con le persone vicine alla tua vita, la consueta corsa "last minute".

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Razionalizzato qualsiasi aspetto, mettendo ogni cosa al suo posto, quando meno te lo aspetti, arriva il polpettone di Sanremo, i bravi presentatori, il carro sgangherato dei cantanti, gli sfolgoranti ospiti.

Amadeus si avvia verso la sua terza edizione da direttore artistico, dal cast proposto non sembra sia la migliore delle  tre, tralasciando chi si ritrova a promuovere un album in uscita o vendere le date di un tour, la via dei miracoli è senza effetti fantasmagorici, Morandi, Ranieri  e Iva Zanicchi, sona là fin dai tempi di "Canzonissima", si è deciso di rimettere sulla strada la Rettore, insieme agli eterni che da anni non riescono a camminare sulle proprie gambe, sperando in un colpo di coda che rimane tale.

Irama, Achille Lauro, Emma, aspetti diversi di una gioventù canora rimasta amorfa, Elisa ha avuto slanci interessanti nel suo arco produttivo, periodicamente sta sempre sul palco ligure, resta la voce giovani, sperando una buona novella per "Yuman", "Tananai", "Matteo Romano", la stessa che illuminò la scena per "La Rappresentante di Lista", che da Palermo nel loro eremo di "Ballarò", si apprestano a vivere la seconda avventura sanremese consecutiva.

 

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