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La svolta della Serie A: niente spezzatino e Coppa Italia a Mediaset

Intanto, i club guardano con apprensione alla prossima stagione, dopo le gravi perdite degli ultimi anni legati alla pandemia

Di Redazione

La Serie A dice no agli orari spezzatino per il campionato, chiede un incontro urgente a Draghi per gli spettatori ma soprattutto apre a una svolta storica per Coppa Italia e Supercoppa. Mediaset ha infatti strappato alla Rai i diritti tv del torneo, che sarà così in esclusiva sulla rete del Biscione per il prossimo triennio, sia in chiaro che pay (come previsto dal bando) in un ritorno al passato, considerando che Fininvest era stata la prima, a inizio anni '90, a stringere accordi per trasmettere le gare di Coppa Italia in diretta. Merito di una offerta, svelata oggi durante l'assemblea di Lega, da 48,2 milioni in media a stagione, meglio della proposta della tv pubblica che ha confermato i soli diritti radiofonici per 400mila euro.

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Cifre che rappresentano una crescita importante per la Lega, che incasserà così 48,6 milioni in media a stagione nel prossimo triennio: un aumento del 37% rispetto al 2018/21 (35 milioni) e più che raddoppiata rispetto al 2015/18 (22 milioni), una crescita probabilmente legata a come è stato creato il bando (con l’opzione in chiaro e pay che ha creato maggior interesse) e al nuovo format che prevederà, dalla prossima stagione, gare con squadre di Serie A in campo già da agosto. 

Intanto, è arrivato il passo indietro sul tema degli orari-spezzatino. Nel corso dell’assemblea, infatti, è stata ritirata la proposta, preso atto in particolare dell’ impossibilità di evitare contenziosi nel caso in cui la Lega avesse proseguito con il piano di spalmare le 10 partite di Serie A di ogni giornata in altrettanti orari diversi a partire dalla prossima stagione. Una decisione che segue settimane particolari, considerando che la proposta era stata inizialmente approvata dai club nell’assemblea dello scorso 7 giugno, salvo poi decidere di annullare la delibera. 

Intanto, i club guardano con apprensione alla prossima stagione, dopo le gravi perdite degli ultimi anni legati alla pandemia e in particolare all’assenza dei tifosi sugli spalti. Un tema particolarmente caro ai presidenti, tanto da spingere a votare all’unanimità la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e con la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali, sventolando la minaccia anche di non far partire il prossimo campionato.

«Le società di serie a lamentano uno stato di crisi non più sopportabile», ha spiegato la Lega in una nota, sottolineando la necessità di un incontro con i vertici politici «per far partire il prossimo campionato», riunione necessaria per trovare "soluzioni per il danno da 1,2 miliardi subito finora dai club" e stabilire le modalità «per il totale ritorno del pubblico sugli spalti sin dalla prima giornata della prossima stagione in piena sicurezza».
 

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