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Catania, il flash mob dei lavoratori dello spettacolo fermati dal Covid: «Io lavoro come tutti gli altri»

Di Redazione
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CATANIA - “Io lavoro come tutti gli altri”. Questo è quanto scritto nel lungo striscione che apre la protesta degli operatori dello spettacolo stamattina in piazza Università a Catania. “Io lavoro come tutti gli altri” è anche lo slogan ribadito nel corso del “flash-mob”a cui hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori. Uomini e donne che, battendosi ritmicamente il petto, hanno urlato le loro richieste di dignità, rispetto e certezze per il futuro.

«Il nostro è un lavoro come tanti altri- spiega Luigi Tabita, responsabile artisti del Slc Cgil Catania - abbiamo bisogno di maggiori tutele e garanzie. Abbiamo stilato una tabella di nove punti in cui chiediamo maggiori investimenti nel comparto della cultura. Non solo, servono maggiori controlli visto che molti colleghi, ancora oggi, sono costretti a lavorare in nero».

Maschere bianche alzate al cielo per simboleggiare la necessità di tutela del lavoro. «Che fine faremo? - chiede l'attore Pippo Pattavina -.Potremo continuare a lavorare o soccomberemo? Non siamo una cenerentola e per questo vogliamo essere tenuti nella massima considerazione da parte delle istituzioni».

«Gli operatori dello spettacolo sono sicuramente tra le categorie più colpite - fa eco l'attrice Ersilia Saverino-. Bisogna attivare immediatamente gli ammortizzatori e tutti i sostegni che servono a rilanciare la cultura in ogni suo aspetto. Serve- conclude Saverino - condivisione e confronto per ripartire con più determinazione di prima».

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