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Vaccini: oggi udienza Consulta su ricorso Veneto contro decreto obbligatorietà

Vaccini: oggi udienza Consulta su ricorso Veneto contro decreto obbligatorietà

Roma, 21 nov. (AdnKronos Salute) - Udienza pubblica questa mattina alla Consulta sul tema dell'obbligatorietà vaccinale. La Regione Veneto ha infatti impugnato di fronte alla Corte Costituzionale, con due distinti ricorsi, le disposizioni in materia di prevenzione vaccinale introdotte dal decreto Lorenzin. I giudici si riuniranno poi, nel pomeriggio, in Camera di consiglio e, come di consueto, a seguire o nei prossimi giorni è prevista la decisione della Corte.

Le questioni di legittimità costituzionale sollevate riguardano l’intero testo del provvedimento e in particolare: l'obbligatorietà e la gratuità di determinate vaccinazioni per i minori, i casi di esonero o differimento, le sanzioni per l'inosservanza dell'obbligo vaccinale, gli adempimenti vaccinali richiesti per l’iscrizione ai servizi educativi per l’infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai centri di formazione professionale e alle scuole private non paritarie, gli altri adempimenti a carico delle istituzioni scolastiche ed educative in caso di minori che non possono essere sottoposti a vaccinazione; gli adempimenti vaccinali in via transitoria per l’iscrizione per l’anno scolastico 2017/2018 e la copertura finanziaria.

Le questioni di legittimità costituzionale sollevate nel secondo ricorso sono: la cessazione dell’obbligatorietà di talune vaccinazioni sulla base della valutazione dei dati epidemiologici e del grado di copertura vaccinale raggiunto, la facoltatività di altre vaccinazioni, gli indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze irreversibili da vaccinazioni. Molti i motivi di ricorso proposti dalla Regione Veneto incidenti sul riparto delle competenze Stato-Regioni in materia: l'insussistenza dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza richiesti per la decretazione d’urgenza, la lesione del diritto individuale alla salute, in particolare del diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria, del diritto allo studio, dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità e di buon andamento della pubblica amministrazione, la mancanza di copertura finanziaria dei maggiori oneri che ricadrebbero sulle Regioni a causa degli adempimenti a loro carico connessi agli obblighi vaccinali imposti dal provvedimento impugnato.

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