home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Da Ca­stel­lo Ur­si­no a Piaz­za Uni­ver­si­tà: Ca­ta­nia e la leg­gen­da del pa­la­di­no Uze­ta

Il pro­ta­go­ni­sta è im­mor­ta­la­to in uno dei lam­pio­ni di piaz­za Uni­ver­si­tà da­gli scul­to­ri Mimì Ma­ria Laz­za­ro e Do­me­ni­co Tu­di­sco

Da Ca­stel­lo Ur­si­no a Piaz­za Uni­ver­si­tà:  Ca­ta­nia e la leg­gen­da del pa­la­di­no Uze­ta

«Per amo­re ven­ne in fu­ro­re e mat­to, d’uom che sì sag­gio era sti­ma­to pri­ma». Un po’ tut­ti ci sia­mo sof­fer­ma­ti, du­ran­te il pe­rio­do sco­la­sti­co, da­van­ti a fra­si del ge­ne­re. Chi con amo­re, chi con odio, ha avu­to modo di con­fron­tar­si con il buon vec­chio Lu­do­vi­co Ario­sto. L’at­ten­to co­no­sci­to­re del­la cul­tu­ra e del­la tra­di­zio­ne si­ci­lia­na sa che que­sti ver­si, trat­ti dal­l’Or­lan­do Fu­rio­so, sono di­ven­ta­ti pane quo­ti­dia­no per mol­ti can­ta­sto­rie e sono sta­ti resi vivi, con ria­dat­ta­men­ti, nell’Ope­ra dei Pupi. In po­chi, tut­ta­via, co­no­sco­no l’e­si­sten­za del pa­la­di­no ca­ta­ne­se Uze­ta, seb­be­ne an­ch’e­gli sia di­ve­nu­to una ma­rio­net­ta. Le sue leg­gen­da­rie ge­sta sono an­da­te per­se nel tem­po. Ma il pa­la­di­no re­sta lì, a Piaz­za Uni­ver­si­tà, con in mano uno scu­do, guar­dan­do con oc­chi fie­ri la cit­tà che si muo­ve sot­to i suoi pie­di.

UN BA­CIO RU­BA­TO. Una vi­cen­da fat­ta di re, prin­ci­pes­se e gi­gan­ti. Que­sto il con­te­sto in cui vis­se Uze­ta, fi­glio del pa­la­fre­nie­re del re Co­ca­lo. Que­st’ul­ti­mo, do­mi­na­va la cit­tà di Ca­ta­nia dal­l’au­ste­ro Ca­stel­lo Ur­si­no, in com­pa­gnia del­la bel­lis­si­ma fi­glia Ga­la­tea. Il gio­va­ne e po­ve­ro Uze­ta si im­bat­té un gior­no nel­l’ai­tan­te prin­ci­pes­sa, nei pres­si del Lago di Ni­ci­to. La fan­ciul­la, ca­du­ta da ca­val­lo e pri­va di sen­si, fu rac­col­ta dal ra­gaz­zo che non sep­pe trat­te­ne­re l’i­stin­to di ba­ciar­la. La prin­ci­pes­sa de­sta­ta­si di so­pras­sal­to, alla non gra­di­ta vi­sta di Uze­ta ri­pre­se il suo cam­mi­no, non pri­ma di aver­lo bru­tal­men­te re­dar­gui­to. Tale epi­so­dio scos­se in modo par­ti­co­la­re il gio­va­ne pro­ta­go­ni­sta di que­sta sto­ria: non sa­reb­be mai sta­to ac­cet­ta­to per via del­la sua con­di­zio­ne, ma vo­le­va a tut­ti i co­sti di­mo­stra­re il suo va­lo­re.

I TER­RI­BI­LI GI­GAN­TI. Il ca­stel­lo, sede del re, era da mol­to tem­po as­se­dia­to dai gi­gan­ti sa­ra­ce­ni Ur­si­ni che es­sen­do sta­ti i pri­mi abi­tan­ti del ma­nie­ro, gli die­de­ro an­che il nome. Uze­ta, pre­so di co­rag­gio, in­dos­sò la sua lu­cen­te ar­ma­tu­ra e ini­ziò ad at­tac­ca­re i ter­ri­bi­li gi­gan­ti. Le bat­ta­glie pro­se­gui­ro­no sen­za so­sta, ma alla fine il gio­va­ne riu­scì nel suo in­ten­to: la cit­tà e il ca­stel­lo era­no fi­nal­men­te li­be­ri. Uze­ta ave­va di­mo­stra­to il suo va­lo­re, dal­la sua po­ve­ra e umi­le con­di­zio­ne era riu­sci­to ad emer­ge­re con­qui­stan­do quel po­sto nel cuo­re del re Co­ca­lo che non poté fare a meno di of­frir­gli la mano del­la sua bel­la e gio­va­ne fi­glia. Si com­pie così an­che una sto­ria d’a­mo­re de­sti­na­ta a ri­ma­ne­re im­mor­ta­le nei se­co­li.

OL­TRE LA LEG­GEN­DA. L’av­ven­tu­ra del gio­va­ne fi­glio del pa­la­fre­nie­re del re è to­tal­men­te frut­to del­l’in­ven­zio­ne. Nata dal­l’a­cu­ta men­te del ce­le­bre pu­pa­ro ca­ta­ne­se Raf­fae­le Trom­bet­ta, vis­su­to agli ini­zi del No­ve­cen­to, è sta­ta poi ri­vi­si­ta­ta e dif­fu­sa, po­chi anni dopo, dal­la pen­na di un gior­na­li­sta di nome Giu­sep­pe Mal­fa. Lo stes­so Ca­stel­lo Ur­si­no deve, mol­to pro­ba­bil­men­te, il suo nome alla lo­cu­zio­ne la­ti­na “ca­strum si­nus” che in­di­ca ap­pun­to la sua col­lo­ca­zio­ne sul gol­fo di Ca­ta­nia e, cer­ta­men­te, non ai gi­gan­ti di cui si par­la­va. Uze­ta è di­ven­ta­to, tut­ta­via, sim­bo­lo di una Ca­ta­nia che av­ver­te il con­ti­nuo bi­so­gno di ri­scat­tar­si dal­le mal­di­cen­ze e dal­la scar­sa con­si­de­ra­zio­ne dei vi­ci­ni. Im­mor­ta­la­to in una ce­le­bre scul­tu­ra di M. Laz­za­ro ai pie­di di uno dei quat­tro can­de­la­bri che il­lu­mi­na­no Piaz­za Uni­ver­si­tà, as­si­ste fie­ro e au­ste­ro al con­ti­nuo via vai di Ca­ta­ne­si e tu­ri­sti che, igno­ran­do­ne l’e­si­sten­za, han­no con­se­gna­to la sua leg­gen­da­ria vi­cen­da, al­l’o­blio.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO