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**Finanza: Iif, vola debito mondiale, nuovo record a 313 mila mld dollari**

Di Redazione |

Roma, 21 feb. -Torna a correre il debito globale che nel 2023 è aumentato di oltre 15.000 miliardi di dollari dopo il calo di circa 7.000 miliardi di dollari raggiungendo un nuovo record a quota 313 mila miliardi di dollari (pari a oltre 3,3 volte il pil mondiale). Lo segnala l’aggiornamento del Global Debt Monitor elaborato dell’Institute of International Finance, che ricorda come circa il 55% di questo aumento è provenuto dalle economie avanzate, trainate principalmente da Stati Uniti, Francia e Germania. Virtuosa invece l’Italia che registra incrementi minimi dell’indebitamento, se non addirittura cali come nel caso delle famiglie, il cui debito è sceso al 38,9% del Pil, a fronte di valori assai più pesanti in paesi come il Regno Unito, dove si avvicina all’80%. Quanto alle imprese italiane il loro indebitamento è pari al 64,2% del Pil mentre in Francia supera il 150%.

Nei mercati emergenti, spiega l’Iif, l’accumulo di debito si è concentrato soprattutto in Cina, India e Brasile. Per settore, le amministrazioni pubbliche hanno registrato i maggiori aumenti del valore in dollari del debito in essere, seguite dalle società non finanziarie. Il debito al di fuori del settore finanziario ha raggiunto i 244.000 miliardi di dollari, ovvero oltre 45.000 miliardi di dollari al di sopra dei livelli pre-pandemia.

Il rapporto debito/PIL globale ha registrato un calo di circa 2 punti percentuali attestandosi – come detto – a quasi il 330% nel 2023, un dato che segna il terzo calo annuale consecutivo. Tuttavia, il ritmo della moderazione lo scorso anno è stato significativamente più lento rispetto al 2021-22, in un contesto di crescita economica più lenta e inflazione in calo. Malta e Norvegia sono state le uniche economie avanzate a registrare un aumento del rapporto debito/PIL totale. In questo contesto l’Iif evidenzia comunque come l’economia globale si stia “dimostrando resistente alla volatilità dei costi di finanziamento” provocata dai rialzi dei tassi. Tuttavia, permangono rischi e vulnerabilità vista l’incertezza che circonda la traiettoria dei tassi ufficiali statunitensi e del dollaro USA, andamento che “potrebbe aumentare ulteriormente la volatilità del mercato e indurre condizioni di finanziamento più restrittive per i paesi con una dipendenza relativamente elevata dal debito estero”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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