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Tangenti: giudice, fratelli Rocca prosciolti, non andavano processati in Italia (2)

Di Redazione

La corte ha così 'cancellato' con un colpo di spugna la richiesta del pm di Milano Donata Costa che aveva chiesto la condanna a quattro anni e sei mesi per ciascun imputato. La pubblica accusa aveva anche chiesto che venisse riconosciuta la responsabilità del gruppo San Fuastin per illecito amministrativo fissando "la sanzione pecuniaria di 800 quote pari alla somma di oltre 1,2 milioni" e che inoltre venga confiscata la cifra di circa 6,59 milioni ossia "non inferiore al prezzo del reato". Anche questa richiesta cade nel vuoto, dopo che i giudici hanno sollevato la questione inerente la competenza territoriale.

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Secondo l'accusa, tra il 2009 e il 2013 furono pagate tangenti per circa 6,6 milioni di euro a un pubblico ufficiale, direttore dei servizi del gruppo petrolifero brasiliano Petrobras, "affinché lo stesso compisse atti contrari ai suoi doveri d'ufficio per favorire Confab", società all'epoca partecipata dal gruppo Tenaris, "non bandendo gare pubbliche internazionali" per 22 contratti per la fornitura di tubi industriali per un fatturato di 1,4 miliardi di euro. Secondo la ricostruzione dei pm il denaro proveniva da "conti correnti, gestiti dagli indagati attraverso la struttura di San Faustin Lugano e alimentati attraverso utili prodotti" dalla holding del gruppo Techint e da alcune società controllate. Oggi la corte si dichiara incompetente sulla questione: il processo non sarebbe mai iniziare per incompetenza di giurisdizione.

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