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L’ultimo miglio (all’incontrario) per aiutare WonderLAD

Di Antonello Piraneo |

L’ultimo miglio, qui e ora, qui a Catania, non è quello che nelle carceri Usa, negli Stati in cui è ancora prevista la pena di morte, accompagna il condannato nella stanza dell’esecuzione. A WonderLAD l’ultimo miglio simboleggia esattamente il contrario: il completamento di una struttura che dà una speranza di vita, vita normale nell’età della spensieratezza a chi invece è costretto dalla malattia e dal destino a cure pesanti, con il corollario di sofferenza e disagi per i familiari. Gli ospiti, infatti, sono bambini affetti da patologie oncologiche.

Manca poco, pochissimo a Emilio Randazzo, architetto, e Cinzia Favara Scacco, psicoterapeuta, per vedere realizzato il loro sogno nella maniera più compiuta, quindi con l’auditorium e i sei mini alloggi per le famiglie dei piccoli pazienti.

Due visionari, Emilio e Cinzia, marito e moglie, nel senso delle scelte – pensate, persino un concorso di idee per la realizzazione della struttura – e di un progetto di mondo che però deve essere accompagnato da tutti. Perché WonderLAD è, dovrà essere patrimonio di tutti e peraltro non soltanto di Catania. Città capace di grandi entusiasmi e slanci, di forti passioni. Che però non possono esaurirsi nella devozione verso Sant’Agata – non lo chiede la Fede stessa – o nel tifo per l’amato Catania Calcio.

Fondazioni, privati, Stato, Regione, enti locali, massmedia: ciascuno si adoperi per come può per accorciare, fino ad annullarlo, questo ultimo miglio all’incontrario. Facciamolo insieme, magari spinti dallo sguardo comunque allegro di di Paolino, oggi da solo nei laboratori creativi di WonderLAD con la sua voglia di vivere.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA