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Catania, “hackerati”i parcheggi Amt: barre alzate e casse fuori uso

Di Gianluca Reale |

Catania – In tilt i sistemi di automazione dei parcheggi Amt. Da venerdì scorso barre di uscita alzate e casse automatiche fuori uso in tutte le aree di parcheggio dell’Azienda metropolitana trasporti, dal parcheggio R1 di via Plebiscito a quello di Fontanarossa, dall’area di sosta dei Due Obelischi a Nesima sino agli spazi di piazza Borsellino/Alcalà e Sturzo.

Il guasto sarebbe dovuto a «un attacco hacker che ha messo fuori uso i server che controllano il sistema», rivela il presidente dell’Azienda metropolitana trasporti, Giacomo Bellavia. «Diciamo – aggiunge – che è stata la ciliegina sulla torta in una settimana horribilis per l’Azienda metropolitana trasporti, contrassegnata dalle notizie provenienti da Palermo con l’annunciato taglio del 47% dei contributi regionali dal 1° luglio se non si troverà un accordo con lo Stato per dilazionare il disavanzo della Regione e dai timori sula situazione finanziaria del Comune, che non riceve ancora un supporto da Roma per avere le risorse per andare avanti e, tra le altre cose, corrispondere all’Amt quanto dovuto. L’attacco hacker che abbiamo subìto è solo un piccolo problema di fronte a quelli imponenti che dovremmo affrontare se non si sbloccano le situazioni in Regione e Comune».

Insomma, sembra piovere sul bagnato. Perché i varchi “aperti” in uscita nei parcheggi significano incassi che rischiano di volatilizzarsi. «Abbiamo subito denunciato quanto accaduto alla polizia postale – aggiunge il presidente dell’Amt – e speriamo che si riesca a risalire all’autore di questo attacco. Dal canto nostro stiamo affrontando il problema e ritengo che nei prossimi giorni si possa tornare alla normalità e ripristinare la completa funzionalità dei nostri parcheggi. Nel frattempo, abbiamo disposto l’utilizzo di personale ai varchi. Confermo che al momento viene fatto tutto manualmente, non possiamo permetterci di perdere introiti». Il presidente smentisce le voci di fantomatici “riscatti” da 800mila euro chiesti dall’hacker per ripristinare il sistema o quelle di mancato intervento per via di debiti pregressi con l’azienda che gestisce impianti e software. «Con 800mila euro – sorride Bellavia – avremmo comprato non so quante altre volte l’intero sistema. Non è un problema economico né di rapporti con i fornitori».

Le situazioni di maggiore difficoltà sono quelle nei parcheggi dove non è prevista la presenza di personale dell’azienda per l’intera giornata. Al parcheggio Due Obelischi, uno dei più importanti e utilizzati dall’utenza perché scambia con il Brt1. Qui la barra di uscita è alzata senza che nessuno sia fisicamente posto a controllare. Più lontano la casupola in cui staziona, nelle ore diurne, il personale Amt che sbiglietta manualmente. Se chi parcheggia volesse approfittare del disservizio, vista l’ampiezza del parcheggio, potrebbe però uscire tranquillamente senza pagare perché non c’è un controllo vero e proprio al varco. «C’è però la telecamera – dicono i dipendenti – il che significa che potenzialmente uscire senza pagare è un’azione sanzionabile grazie alla rilevazione della targa».

Il parcheggio di Fontanarossa è un altro punto “caldo” di questa emergenza. Un parcheggio che serve l’aeroporto, molto utilizzato. Il presidente Bellavia spiega che «è stato predisposto un servizio apposito del nostro personale, per non lasciare sguarnito un parcheggio per noi sicuramente strategico». Al parcheggio R1 di via Plebiscito c’è il servizio di custodia h24 e i lavoratori, nei vari turni, si occupano di far pagare i clienti e alzare la sbarra azionando il comando meccanico sul posto. Idem al parcheggio Sturzo, alle spalle di corso Sicilia. Anche al parcheggio Borsellino/Alcalà provvede il personale dell’azienda o il personale incaricato del servizio di custodia. Insomma, barre alzate e olio di gomito. Si fa quel che si può.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA