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Dissesto, grido d’allarme del vicesindaco: «Il 23 luglio finiranno i fondi»

Di Giuseppe Bonaccorsi |

Catania – Città in ginocchio, casse vuote, creditori verso il baratro e Servizi sociali a singhiozzo. Catania ogni giorno si risveglia con una nuova emergenza per il dissesto. Ne abbiamo parlato col vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi.

Come era prevedibile il dissesto sta facendo sentire i suoi effetti negativi soprattutto sulle fasce più deboli…

«Purtroppo il dissesto accentua le diseguaglianze. Nella loro applicazione concreta le norme garantiscono le banche i cui crediti rimangono intatti e penalizzano le imprese, le coop., i piccoli fornitori, i lavoratori e i professionisti a cui invece i crediti, verranno pagati dopo anni e solo per metà, se andrà bene. Si tratta di un sistema che toglie i servizi ai più deboli, ai disabili, agli anziani, impoverisce la città, mentre le banche continuano ad applicare tassi di interesse fuori mercato. Abbiamo proposto modifiche normative, che consentano di ribaltare questo schema insensato perché il risanamento si deve realizzare nel rispetto dell’equità sociale».

Voi da tempo insistete per avere dal governo una serie di proposte per stilare il Bilancio riequilibrato. La politica però ancora non risponde…«E’ al contrario urgente prevedere immediatamente che il limite massimo di anticipazione di tesoreria a cinque dodicesimi, possa permanere per tutto il periodo del dissesto. Inoltre per effetto della riduzione dei margini di flessibilità nei bilanci conseguenza delle riduzioni dei trasferimenti, il peso degli oneri del debito è insostenibile. E’ quindi improrogabile una moratoria di tutti i mutui sia per la quota capitale che per gli interessi per tutta la durata del dissesto. E’ altresì urgente la sostituzione del vecchio debito con la Cdp e con il Mef, con un nuovo debito a tassi correnti. Il sistema bancario deve compartecipare ai sacrifici. Infine torno a ribadire l’importanza della Tari in bolletta. Sono imprescindibili entrate certe. E la riscossione sicura tassa rifiuti è un primo passo. I cittadini non possono essere gli unici a pagare anche per colpa di norme, spesso frutto del condizionamento dei potenti… A proposito di pari dignità dei cittadini, non ci dimentichiamo che per evitare che il comune di Roma dichiarasse il dissesto, lo stato per coprire il debito di 12 miliardi, ha elargito e continua a destinare a Roma un contributo annuo a fondo perduto di 300 milioni».

Con la Tari in bolletta avete riaperto la questione evasione che a Catania è oltre il 50%. «La riscossione è un problema che attanaglia tutto il centro-sud. Dai dati di un recente studio del Sole 24 ore, Catania, viene dopo Roma e Palermo, per evasione Tari. La dimensione del problema è così grande che non può essere risolta dai singoli Comuni. Sono necessarie norme che tengano conto dello stato di povertà di ampie fasce della popolazione, dell’enorme disagio sociale, della necessità di non sopprimere i servizi ai più deboli e infine dell’impossibilità oggettiva della finanza locale di farsi carico di costi della mancata riscossione che nel caso del nostro Comune valgono 40 milioni l’anno. Sul fronte della lotta all’evasione va detto che questi processi richiedono, tempo, disponibilità e formazione del personale e soprattutto un maggior senso etico dei cittadini. Comunque per rafforzare la capacità di riscossione l’amministrazione ha affiancato all’attività ordinaria un gruppo di lavoro. Vista l’elevata percentuale di non riscosso, al fine di intensificare l’attività di contrasto al fenomeno, il gruppo di lavoro metterà a sistema le banche dati, incrociando i ruoli Tari, con l’anagrafe, con i dati catastali, con quelli della camera commercio, degli albi professionali. I risultati delle prime elaborazioni confermano una importante massa di evasione e elusione. Per quanto attiene l’espletamento del servizio di riscossione, l’amministrazione comunale, dal momento dell’insediamento ha pensato di privilegiare un’attività di riscossione in house, anche se indiretta attraverso una partecipata. Ciò ha portato alla proposta di adeguamento dello statuto della Multiservizi. Domani (lunedì) è convocata l’assemblea straordinaria della società per la modifica statutaria».

Qualche giorno fa avete inviato ad alcune categorie di professionisti le prime lettere-verifica della posizione Tari. Quando si avranno i primi risultati. Le ricordo che il sindaco durante l’approvazione del pesante aumento Tari ha promesso che entro un anno sarebbe diminuita…«Abbiamo già spedito oltre un migliaio di lettere e contiamo di avere i primi risultati prima delle ferie periodo in cui spediremo i primi avvisi di accertamento».

Può illustrarci qual è la situazione delle casse?gli ulteriori mutui con Cdp, il DL.35 e D.L.78 contratti nel 2014 e nel 2015 dalla ex amministrazione Bianco, le maggiori anticipazioni di Tesoreria erogate dal 2014 al 2018 e i debiti con Banca Sistema del 2017 e nel 2018, hanno accresciuto l’indebitamento a medio-lungo termine, negli ultimi 5 anni, di oltre 300 milioni. Ora l’incremento costante dell’indebitamento è la conferma che l’andamento della spesa non era sostenibile, che venivano erogati servizi senza una copertura finanziaria, aggravando la situazione deficitaria dell’ente che è culminata nelle misure correttive dei rendiconti 2015 e 2016, richieste dalla Corte dei Conti, per 449 milioni. Oggi con le entrate certe, si riescono a coprire le spese obbligatorie (stipendi, mutui, etc), e solo parzialmente i servizi indispensabili. Oggi sono senza , copertura servizi indispensabili per circa 60 milioni. A questo punto la possibilità di redigere un bilancio che porti al risanamento è condizionata, in questa prima fase dalle scelte del governo rispetto all’accoglimento delle proposte del sindaco. Poi sarà nostra capacità pianificare l’attività amministrativa e rendere più efficiente tutta l’attività dei tributi locali. Ma ci sarà la necessità di parlare chiaro alla città dicendo apertamente quali servizi l’Ente è in grado, con le proprie risorse certe, di soddisfare e quali no, e quindi assumersi la responsabilità politica della scelta».

Può dirci con numeri alla mano quante sono le entrate del Comune e quante le spese?«Se si considera la Tari siamo a 312 milioni di entrate complessive. A questa somma vanno tolte le spese obbligatorie per 116 milioni circa di servizi indispensabili: Servizi sociali, energia elettrica, manutenzioni… Poi vanno detratti gli stipendi per altri 95 milioni. i 40 milioni in rimborsi e interessi passivi dei mutui e detratti anche 15 milioni del fondo di svalutazione. Restano 46 milioni netti disponibili. Ora se facciamo la fotografia al 2018 ci sono però 108 milioni di euro di servizi che le direzioni hanno ritenuto indispensabili. Quindi 60 milioni non hanno copertura…».

Se il governo non dovesse ottemperare alle richieste cosa accadrà?«Che per fare il Bilancio dovremo fare tagli per una somma corrispondente. Tutte le spese con queste entrate non sono più finanziabili».

Chi sarà chiamato a dover fare queste scelte?«L’amministrazione al completo mentre il sindaco darà le direttive».

Sarà dura?«Senza sostegno sarà durissima…».

A proposito di tagli, avete tagliato il milione di spesa per gli 8 bagni pubblici?«Assolutamente sì».

In questa situazione sino a quando potrete garantire gli stipendi?«Il 23 luglio scadrà la rata di anticipazione dei 2/12 di tesoreria. In quella data dovremo restituite al tesoriere 66 milioni. Dal giorno dopo non avremo più alcun fondo per pagare nulla».

Ieri il quotidiano Repubblica ha pubblicato un articolo sul dissesto di Catania firmato da un noto giornalista che ricorda i suoi trascorsi di sindaco a Giarre, Comune poi dissestato, e quelli di vicesindaco a Catania…Si sente chiamato in causa per il dissesto?«Per capire bisogna leggere le carte della Corte dei conti che appurano pesanti e vistose anomalie registrate tra Il 2014 e il 2018. Io sono stato assessore per tre anni sino al 2013 e il dissesto è stato dichiarato 5 anni dopo. Il giornalista, forse, su Catania ha dimenticato un periodo storico dove sembra che nessuno si sia accorto di nulla…».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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