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Covid, in Sicilia manifesti sulle vetrine di bar e ristoranti contro Dpcm

Di Redazione |

Palermo – “Alle 18 siamo costretti a chiudere, ma avere un futuro è un nostro diritto”. E’ questo il manifesto che centinaia di bar, ristoranti, pub e altre imprese siciliane aderenti a Fiepet, la federazione dei pubblici esercizi di Confesercenti, esporranno da oggi alle 18 sulle loro vetrine per protestare contro le restrizioni introdotte dal Dpcm. Un’iniziativa assunta in tutte le più grandi città Italiane per sottolineare lo stato di crisi del settore.

“Il provvedimento, di fatto, mette in stato di lockdown la somministrazione – dice il presidente di Fiepet Sicilia Benny Bonaffini -. Chiudere alle 18 significa rendere impossibile o quasi il proseguimento dell’attività per molti locali che aprono solo la sera. Bisogna intervenire subito o le imprese non resisteranno. Abbiamo applicato tutti i protocolli di sicurezza e oggi il nostro comparto e le attività del tempo libero sono gli unici ad essere danneggiati dal provvedimento. Senza provvedimenti immediati rischiamo di non arrivare neppure a Natale”. “Proprio in queste ore – afferma il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina – l’interlocuzione tra il governo e le associazioni datoriali prosegue per avere garanzie certe su questo nuovo periodo di fermo. Condanniamo fortemente gli episodi di violenza che si sono verificati negli ultimi giorni e rispetteremo le direttive ma non possiamo sottacere che lo stato di sofferenza è altissimo e a fronte di un obbligo di chiusura immediato non ci sono certezze sui sostegni economici che il governo intende mettere in campo per le imprese”. La preoccupazione all’interno della categoria è altissima: “Servono ristori adeguati, soluzioni per gli affitti e per il credito, meno burocrazia. E, soprattutto, è necessario che i sostegni del ‘Decreto Ristorì arrivino fin da subito – aggiunge Bonaffini – Purtroppo molte aziende attendono ancora l’erogazione della cassa integrazione da luglio in poi per i loro dipendenti. Lo stop decretato dal Dpcm rischia di far saltare migliaia di attività e di posti di lavoro”. Il comparto della ristorazione conta in Sicilia 130 mila persone tra sottoscrittori del contratto turismo e gli artigiani (gelaterie, gastronomie, focaccerie).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA