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Covid-19

Il rapporto Aifa sulla sicurezza dei vaccini: eventi avversi in 2 casi ogni dieci milioni di dosi

Ufficio Gestione dei segnali dell’Aifa, alla presentazione del Rapporto annuale sulla sicurezza vaccini anti-Covid

Di Redazione

Gli eventi avversi gravi ad esito fatale dopo la vaccinazione anti-Covid sono «rari: si tratta di 456 eventi dopo la prima dose, 267 dopo la seconda e 35 dopo la terza, con un’età media di 79 anni, ma al momento solo 22 eventi sono risultati correlabili alla vaccinazione (0,2 casi per milione di dosi). Si tratta di 2 eventi sistemici, 10 trombosi e 10 fallimenti vaccinali in pazienti fragili per cui i pazienti si sono infettati e deceduti per covid».

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Lo ha affermato Pasquale Marchione, dell’Ufficio Gestione dei segnali dell’Aifa, alla presentazione del 'Rapporto annuale sulla sicurezza vaccini anti-COVID 27/12/2020 -26/12/2021. 

Le miocarditi e pericarditi «colpiscono adolescenti e giovani adulti nella popolazione sana con una certa frequenza. Dopo la vaccinazione anti-Covid, c'è maggior rischio di miocardite nei 14 giorni dopo la vaccinazione soprattutto nel sesso maschile ma è un evento molto raro, pari a 2 casi per un milione di dosi somministrate, e in una elevata percentuale di casi c'è la risoluzione del problema. Le pericarditi hanno un andamento simile. Né per miocarditi né per le pericarditi sono stati segnalati decessi». ha aggiunto Pasquale Marchione.

«Sono state registrate 1342 reazioni allergiche per i vaccini Covid, soprattutto nel sesso femminile: si tratta di eventi rari e non gravi e per gli adolescenti la frequenza scende a un caso su un milione» ha spiegato invece Giovanna Zanoni, allergologa e immunologa dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, alla presentazione del Rapporto annuale sulla sicurezza vaccini anti-COVID. 
 Anche la sindrome di Guillain-Barrè è tra gli eventi avversi possibili monitorati. Sono segnalati, ha affermato l’esperta, 124 casi sospetti e 82 certi, il tasso è uno per milione, con valori più elevati per i vaccini a vettore virale e il tasso è più elevato dopo la prima dose. Segnalato un unico caso fatale in un uomo con malattia autoimmune, ma la malattia autoimmune, ha concluso, «non è un indicatore per non effettuare la vaccinazione».

 

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