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Agrigento, il direttore del Parco archeologico conferma: “Sì, abbiamo trovato un teatro di epoca ellenistica”

Di Fabio Russello |

«La cavea teatrale c’è e dovrebbe essere dal diametro di circa 100 metri». L’annuncio è stato fatto dal direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi Giuseppe Parello, durante una conferenza stampa ad Agrigento. Erano presenti anche il commissario del Parco, Bernardo Campo e l’archeologo Luigi Caliò dell’università di Catania.

«Calcolando il fatto che stiamo scavando da un mese, che non è un tempo molto lungo per uno scavo archeologico – ha spiegato l’archeologo Caliò – abbiamo delle novità importanti. Una serie di elementi che ci permettono di confermare quella che era l’ipotesi iniziale: ci troviamo di fronte ad una cavea teatrale e questa cavea ha una sua monumentalità. Se da una parte abbiamo una piazza, molto grande, e la cavea è la facciata verso Sud, verso i Templi, di questa enorme struttura monumentale che conosciamo solo parzialmente, dall’altra parte tutta una serie di saggi, ne abbiamo aperti sei, sembrano confermare l’ipotesi che ci troviamo davanti ad una cavea semicircolare in parte costruita, nella zona più orientale su roccia, ed in parte, invece, costruita in blocchi nella parte più occidentale».

“Il teatro della città antica è stato trovato. Lo abbiamo immaginato e cercato per lungo tempo e da qualche mese abbiamo sperato di essere vicini al ritrovamento; adesso giunge la conferma dagli archeologi, a poche settimane dall’avvio degli scavi”. Ad annunciarlo è il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che spiega: “E’ un teatro di periodo ellenistico. Si estende a semicerchio con un diametro di oltre 100 metri ed è rivolto verso la Valle e il mare”.

“Per la città intera – prosegue il primo cittadino – si aprono scenari nuovi. L’area archeologica della Valle dei Templi si arricchisce di un nuovo eccezionale monumento: i nostri antenati continuano a essere munifici di doni straordinari. Agrigento e la Sicilia meritano oggi di vivere questo felice momento storico per la tenacia con cui hanno deciso di voltare pagina e di impegnarsi al massimo per la tutela e la valorizzazione di uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo”. Il sindaco Firetto guarda con fiducia al futuro: “Il teatro antico è una realtà destinata a far crescere l’interesse dei visitatori e ad arricchire notevolmente le potenzialità del sito Unesco, che sono inscindibili dallo sviluppo della città intera. Mentre emergono i resti di maschere teatrali, di conchiglie usate come monili, di monete, di frammenti che riempiono di dettagli importanti la ricerca degli archeologi, si conferma la storia illustre di una città, di cui nel 2020 celebreremo i 2600 anni dalla fondazione”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA