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Caro voli, l’Antitrust ci riprova: un’altra indagine, stavolta sull’uso degli algoritmi

L'iniziativa dell’Autorità applica le disposizioni del decreto Asset varato in estate dal governo, e poi modificato a settembre in sede di conversione

Di Gabriella Bellucci |

Inflazione, regali, cenoni e anche biglietti aerei. Il conto spese di fine anno si profila particolarmente oneroso per studenti e lavoratori fuori sede che tornano in famiglia per le festività natalizie. Soprattutto se le destinazioni sono la Sicilia e la Sardegna, da raggiungere via aereo a prezzi medi che, secondo Assoutenti, si aggirano sui 500 euro in classe economica. A pochi mesi dalla scorsa stagione estiva, la stangata per i viaggiatori si ripropone, e l’Antitrust ha aperto un’indagine conoscitiva sull’uso degli algoritmi che, in coincidenza con l’elevato numero di richieste, fanno lievitare i prezzi dei biglietti rispetto ad altri periodi dell’anno. L’iniziativa dell’Autorità applica le disposizioni del decreto Asset varato in estate dal governo, e poi modificato a settembre in sede di conversione.

L’emendamento introdotto ha eliminato l’indicazione del prezzo massimo, affidando all’Antitrust il potere di accertare eventuali scorrettezze sui prezzi praticati dalla compagnie aeree, in base ai criteri di abuso di posizione dominante e di intesa restrittiva della concorrenza. Uno strumento, in pratica, per limitare l’uso/abuso degli algoritmi e correggere le eventuali distorsioni. L’Autorità, infatti, può tenere conto delle condotte praticate “su rotte nazionali di collegamento con isole”, durante “un picco di domanda legata alla stagionalità”, su “un prezzo di vendita del biglietto, nell’ultima settimana antecedente il volo, superiore a una tariffa media di oltre il 200%”. Al termine dell’indagine, e qualora emergano elementi distorsivi nel mercato aereo, l’Antitrust ha il potere di imporre alle compagnie misure strutturali o comportamentali per rimuovere le iniquità.

A livello europeo il fenomeno dei rincari e dei disservizi aerei è all’esame del Parlamento e del Consiglio europeo. Per ora la Commissione di Bruxelles si è limitata a minacciare interventi legislativi se le compagnie aeree non definiranno misure standard sulle dimensioni dei bagagli a mano, e se non si faranno carico della piena assistenza ai passeggeri costretti a perdere la coincidenza in caso di voli intermodali (quelli che prevedono l’uso di diversi tipi di mezzi di trasporto). Per chi deve viaggiare sotto le feste, comunque, al momento resta la prospettiva di un salasso, come dimostrano i dati raccolti da Assoutenti il 3 dicembre attraverso la piattaforma specializzata Skyscanner, relativi ai biglietti di tutte le tratte italiane dirette in Sicilia e Sardegna (andata e ritorno) tra il 23 dicembre e il 7 gennaio. “E’ un’emergenza che si ripresenta ogni anno – spiegano – e che sembra senza soluzione”. L’Antitrust è al lavoro, ma è in dubbio che riesca a battere un colpo in tempo utile.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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