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Enzo Santapaola assolto, «Quel ristorante non era riconducibile al boss»

Si chiude così il processo, a distanza di dodici anni dal blitz, che ha portato alla sbarra i fratelli Aldo, Mario e Salvatore Ercolano (figli del defunto Sebastiano) e Enzo Santapaola (primogenito del capomafia Nitto)

Di Laura Distefano |

Sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione sei imputati e tre assoluzioni. Si chiude così il processo, a distanza di dodici anni dal blitz, che ha portato alla sbarra i fratelli Aldo, Mario e Salvatore Ercolano (figli del defunto Sebastiano) e Enzo Santapaola (primogenito del capomafia Nitto). Le accuse erano per intestazione fittizia. Dalle indagini si era palesato un presunto sistema di teste di legno per la gestione di alcune attività, tra cui il ristorante “Sapori di Casa” di San Giovanni La Punta che fu sequestrato su ordinanza del gip. Il locale, che era intestato a Vincenza Nauta, all’epoca compagna di Santapaola jr, è stato dissequestrato dal la Terza sezione penale del Tribunale, composto dalla presidente Elena Maria Teresa Calamita e dalle giudici Concetta Zimmitti e Mariangela Calcara. Il collegio – previa esclusione dell’aggravante mafiosa – ha assolto “perché il fatto non sussiste” Santapaola jr, Nauta e Giuseppe Caruso.

Soddisfazione mista ad amarezza nelle parole dei difensori di Santapaola, gli avvocati Francesco e Giuseppe Strano Tagliareni: «Un Tribunale, che ha dato una forte accelerazione a questo processo, ha emesso una sentenza esemplare, che abbatte un’accusa del tutto infondata. Si è affermata la verità, questo sì, ma non è possibile fare giustizia di quanto gli imputati hanno subito; non solo privazione della libertà personale, ma anche la rovina di una fiorente attività di ristorazione, costretta alla chiusura dopo un paio d’anni di amministrazione giudiziaria. Oggi, dopo 12 anni, possiamo gioire per la decisione di giudici coscienziosi, obbedienti soltanto alla Legge, ma non possiamo non porre in evidenza che qualcosa non funziona nel nostro sistema giudiziario, se episodi e sentenze di questo genere si ripetono con una costanza che deve fare riflettere».

Assolti per intervenuta prescrizione Pierluigi Di Paola, Daniele Fiore, Giovanni Gangemi e i tre fratelli Ercolano.Soddisfatti gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco, difensori di Aldo e Salvatore Ercolano, che dichiarano: «Il Tribunale ha accolto la nostra richiesta di escludere l’aggravante mafiosa, dichiarando prescritti i fatti contestati. Il risultato ottenuto è soddisfacente, perché per questi fatti si è dimostrato, contrariamente a quanto sostenuto dall’accusa, che gli imputati nulla hanno avuto a che fare con la mafia». Soddisfatti anche gli avvocati Barbara Ronsivalle e Maurizio Punturieri, che però ritengono ci fossero tutti gli elementi per «un’assoluzione piena».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA