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Luca Sammartino e l’incontro coi boss dei clan Santapaola, il racconto del “pentito” Silvio Corra: «Partecipò un paio di volte»

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia inserite nell'ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Tremestieri Etneo

Di Redazione |

A inguaiare l’ormai ex vicepresidente della Regione siciliana ed ex assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, raggiunto oggi da un avviso di garanzia per corruzione aggravata, oltre alle indagini dell’operazione Pandora dei Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale etneo, sono le dichiarazioni di un pentito, ovvero Silvio Corra, cognato del defunto Angelo Santapaola ed ex reggente del gruppo mafioso dei Nizza.

Silvio Corra ha infatti rivelato di un incontro che si sarebbe svolto nel lontano 2015 tra Sammartino e alcuni esponenti del clan catanese dei Santapaola. Il racconto del collaboratore di giustizia è inserito nella ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Tremestieri Etneo. Il collaboratore di giustizia ha ricostruito un episodio in cui avrebbe accompagnato Francesco “Colluccio” Santapaola, a casa di Vito Romeo per delle riunioni a cui avrebbero partecipato anche dei politici. In particolare il candidato sindaco di Tremestieri Etneo, Santi Rando, un cognato di Romeo e un’altra persona di cui forniva una descrizione fisica, ma di cui non sapeva altro. «In un paio di occasioni a tali riunioni aveva visto arrivare anche un altro soggetto che, nell’album fotografico esibitogli, riconosceva nella fotografia raffigurante l’effigie di Luca Sammartino, ma di cui non sapeva il nome», dicono i magistrati.

Il collaboratore

Corra era entrato in Cosa nostra nel 2004 grazie alla sua parentela con il cognato Angelo Santapaola, già responsabile dell’associazione sino al suo assassinio nel settembre 2007. Dopo la sua scarcerazione, nel 2013, era diventato uomo di fiducia del reggente dell’epoca, Francesco “Colluccio” Santapaola, e gestiva la cosiddetta “carta delle estorsioni”. Ha iniziato a collaborare con la giustizia il giorno di Ferragosto del 2020, mentre era libero.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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