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Montante, è colpo di scena: cavillo potrebbe fargli lasciare il carcere

Di Mario Barresi |

CALTANISSETTA – Colpo di scena al processo Montante: un cavillo giuridico rischia di far scarcerare l’ex presidente di Sicindustria, accusato di essere il capo di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Cos’è successo? Marco Giunta, difensore degli imprenditori Andrea e Salvatore Calì (fra i 17 destinatari, oltre ad Antonello Montante, della richiesta di rinvio a giudizio dei pm di Caltanissetta) ha sollevato un’eccezione di incompatibilità sul giudice dell’udienza preliminare, Davide Salvucci. «In fase di indagini preliminari, il 24 dicembre 2016, ha firmato un’autorizzazione per prorogare delle intercettazioni». Il legale ha dunque chiesto l’astensione del gup dal giudizio.

Adesso la palla passa al presidente del Tribunale di Caltanissetta, Daniele Marraffa, che prima di mercoledì 31 ottobre – data della prossima udienza – deve indicare chi sarà il nuovo magistrato che deciderà se processare Montante, ma può anche decidere di annullare gli atti sin qui prodotti da Salvucci, che – ad esempio – ha ammesso alcune parti civili escludendone altre.

Insomma, un altro “stop&go” al processo. Sul quale, dopo il giallo del certificato di Montante dal carcere nella scorsa udienza, aleggia anche l’ipotesi che altri difensori degli imputati chiedano il trasferimento degli atti a Roma per competenza.I termini di custodia cautelare di Montante, recluso al Malaspina, scadono il 14 novembre. Al tribunale di Caltanissetta si corre per chiudere entro quella data l’udienza preliminare. Ma, a questo punto, non è più certo che l’ex paladino dell’antimafia non aspetti quel momento da libero cittadino in attesa di giudizio.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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