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Cronaca

Mafia, le mani della Terza Famiglia su Adrano: 21 arresti, tutti i nomi e le accuse

Una nuovo sodalizio criminale legato ai "carcagnusi" di Santo Mazzei aveva preso il posto dei Santangelo-Taccuni e degli Scalisi, decimati dalle operazioni di polizia

Di Redazione

Ventuno arresti per associazione mafiosa. Sono quelli fatti oggi dalla alla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata – di Catania e dal Commissariato di polizia di Adrano (Catania), nell'ambito operazione Third Family, Terza famiglia. Il blitz è stato chiamato così perché ha ricostruito come un nuovo clan capeggiato da Chiristian Lo Cicero, 36 anni, e collegato alla famiglia mafiosa catanese dei  "carcagnusi” di Santo Mazzei, sia riuscito a colmare il vuoto di potere venutosi a creare a seguito delle operazioni di polizia condotte nei confronti delle storiche compagini mafiose insistenti nel territorio adrantia, e cioè i clan Sntangelo-Taccuni e Scalisi, conquistando notevoli spazi, specie nel settore del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, promuovendo, organizzando e dirigendo un nutrito gruppo criminale. Christian Lo Cicero era collaborato soprattutto dal fratello Agatino, 40 anni e dai pregiudicati Luigi Bivona, Francesco Celeste, Fancesco Lombardo, Francesco Restivo e Giuseppe Restivo che a loro volta potevano contare su decine di affiliati.

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Ecco i nomi dei 21 arrestati in data odierna dalla polizia, su delega della  Procura Distrettuale della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia e in esecuzione  di una ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip di Catania:

Luigi Bivona, nato ad Hagen (Germania) il 18.7.1997;

Alessandro Cafici, nato a Catania il 23.2.1979;

Francesco Celeste, nato a Biancavilla (CT) il 31.1.1988;

Giuseppe David Costa, nato a Konstanz (Germania) l’8.2.1982;

Antonino Gurgone, nato a Biancavilla (CT) il 19.12.1979;

Carmelo Imbaratto, nato a ad Adrano (CT) il 28.1.1989;

Salvatore La Mela, nato ad Adrano (CT) il 29.9.1987;

Agatino Lo Cicero, nato a Tettnang (Germania) l’8.6.1982;

Cristian Lo Cicero, nato ad Adrano (CT) l’1.7.1986;

Francesco Lombardo, nato a Catania il 6.9.1978;

Graziano Pellegriti, nato ad Adrano (CT) il 3.2.1990;

Francesco Restivo, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 9.3.1966;

Giuseppe Restivo, nato a Melfi (PZ) il 4.3.1991;

Giuseppe Restivo, nato a Rieti il 19.4.1986;

Giuseppe Restivo, nato a Biancavilla (CT) il 6.8.1987;

Salvatore Restivo, nato a Castelvetrano (TP) il 7.3.1996;

Salvatore Restivo, nato a Biancavilla (CT) il 18.3.1995;

Salvatore Restivo, nato a Biancavilla (CT) il 15.10.1980;

Pietro Santangelo, nato a Biancavilla (CT) il 28.16.1976;

Maurizio Tomarchio, nato a Biancavilla (CT) il 30.5.1977;

Mario Tuttobene, nato a Biancavilla (CT) il 22.9.1993.

Le 21 persone finite nelle maglie del blitz sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, aggravata dall’essere armata, tentato omicidio aggravato, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacente, aggravata dall’essere armata, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, reati in materia di armi e ricettazione delle medesime, tentata rapina aggravata, tentata estorsione aggravata, evasione e favoreggiamento personale.

Le indagini su questo gruppo criminale si sono focalizzate tra il mese di ottobre 2018 e quello di novembre 2019, quando durante le investigazioni è venuto alla luce questo nuova associazione di tipo mafioso, operante nel territorio di Adrano  e nei comuni limitrofi. Riscontrando le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, gli investigatori hanno appurato come Christian Lo Cicero, sotto l’egida della famiglia mafiosa dei Mazzei di Catania, aveva messo le mani su Adrano e dintorni.

Nel corso delle indagini, a riprova della pericolosità del gruppo e del controllo del territorio esercitato, sono stati effettuati numerosi sequestri di armi (5 fucili,  3 pistole e  una 1 bomba a mano) e munizioni e documentato il tentato omicidio ai danni di due pregiudicati, uno dei quali minorenne all’epoca dei fatti, scaturito da contrasti connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo gestiva infatti un vasto traffico di sostanze stupefacenti che poi provvedeva a commercializzare non solo nel territorio di Adrano, ma anche in quello di altri comuni delle province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa.

È stato possibile acquisire elementi di prova anche in ordine a coloro che rifornivano l’associazione in parola. In particolare, fiumi di cocaina venivano garantiti  da soggetti appartenenti al clan Mazzei, mentre la marijuana veniva fornita da canali albanesi, la cui presenza dei referenti è stata più volte documentata ad Adrano. Poi c'erano dei contatti operanti nella provincia di Messina che si occupavano di procurare l'eroina

Nel traffico di narcotici  era stabilmente inserita anche una famiglia di “caminanti”, nomadi di nazionalità italiana, che gestivano una piazza di spaccio in Contrada Zizulli, agro di Adrana. Un’altra piazza di spaccio, riconducibile al sodalizio criminale, era operativa tra le case popolari di Adrano di via IV Novembre ed era gestita principalmente dai pregiudicati Salvatore Restivo ( classe 1995) e Carmelo Imbaratto.

Quindici dei 21 arresti sono stati effettuati in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono stati sequestrati  600 grammi di cocaina, quasi 2 chili di eroina, 183 chilogrammi di marijuana e 2,8 chili di pastiglie di ecstasy.

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