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Stromboli sfregiata, dopo lo “tsunami” lo scaricabarile

«Fronte di fango alto 10 metri, fosse successo in un'altra ora sarebbe stata una strage». Musumeci: «Stato d’emergenza»

Di Fabio Tracuzzi |

 L’isola è ferita. Ferita per un nuovo e violento tsunami, seppur diverso. Ma ancora una volta, chiamatela casualità o divina provvidenza, non si contano vittime. E nemmeno feriti. Come il 30 dicembre del 2002 quando Stromboli fu colpito da uno tsunami. Un fenomeno che fece tremare l’isola e gli strombolani. Non avevano mai vissuto un fenomeno del genere. E fu proprio questo ad impaurirli: non sapevano come difendersi. Alcune case, soprattutto quelle basse nella zona di Ficogrande furono investite, e riempite, dal fango. Danni. Tanti danni. E soprattutto si ringraziò la provvidenza: se quello tsunami si fosse verificato in piena estate con la spiaggia piena di gente e con decine e decine di barche in rada i morti sarebbero stati centinaia. 

Ancora una volta, con questo “tsunami” di fango arrivato dalla montagna e più potente di quello dal mare del 2022 nessun morto, nessun ferito. E anche questa volta la domanda è la stessa: casualità o divina provvidenza? Noi possiamo solo dire che la montagna è venuta giù alle 5 del mattino quando anche a Stromboli tutti erano già a dormire. Anche quelli «dell’ultima birra e poi andiamo a letto». Una o due ore prima e sarebbe stata una tragedia con le strade e le spiagge piene di ragazzi, di turisti che vogliono solo divertirsi. Tutti quei ragazzi da ieri sono in mezzo al fango a spalare a sudare a dare una mano. E tutti col sorriso sulle labbra. Stanchi, sfatti, distrutti ma tutti animati dal grande amore per Stromboli.  È venuta giù la montagna con un fronte del fango alto più di dieci metri. Impressionante solo a pensarci. 

Il sindaco Riccardo Gullo è stato a Stromboli. E ci mancherebbe. Qualcuno sull’isola lo accusa «di esser venuto solo per prendersi un caffè», ma lui rivendica il suo grande impegno. «Abbiamo inoltrato ieri richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità con una stima provvisoria dei danni valutati in dieci milioni di euro. Stiamo provvedendo – continua – a liberare dal fango alcune strade principali per permettere la viabilità. Abbiamo fatto anche un censimento delle case dichiarate inagibili, sono trenta e quasi tutte in contrada Piscità».

Dalla Regione la prima risposta: «Abbiamo dichiarato lo stato di emergenza e chiediamo al governo nazionale di fare lo stesso», ha detto ieri il governatore Nello Musumeci, annunciando per domani una giunta staordinaria. «La delibera del governo regionale – ha spiegato – servirà anche ad avviare le procedure per chiedere i ristori a quanti hanno subìto danni». 

 Ma era possibile prevedere e prevenire? E’ la domanda che tutti si fanno. «Non era possibile recintare tutta l’area, ma si potevano fare degli interventi di prevenzione – dice il sindaco. Scavare buche con le ruspe ad esempio. Ma Stromboli è riserva naturale e la competenza è della Forestale». 

Noi sappiamo solo che nulla è stato fatto. Pulire i torrenti, ad esempio, era il minimo.  Le chiacchiere stanno a zero. Ma sono in tanti a fare chiacchiere, come quel giornalista del Gr1 Rai  che ha dato la colpa «alle case costruite vicine agli argini»:  non conosce Stromboli.  Pierpaolo, titolare del supermercato “Il Marano” non trattiene le lacrime. «E’ venuta giù una montagna di terra. Qui tutti si danno da fare. Scavano tutti, meravigliosi ragazzi. Tutti rivogliono Stromboli».  

Fango, fango, fango. Metri cubi di fango che verrà raccolto al pontile, inutilizzato, di Ficogrande e nel porto di Scari per poi esser trasportato via.  Ma ce n’è ancora tanto da levare. Dalle strade e dalle spiagge anche se ieri gli ombrelloni di Ficogrande si sono riaperti per ospitare alcuni bagnanti. Primi cenni di un ritorno alla normalità che in effetti è ancora molto molto lontana. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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