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I 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace

Mostre e in omaggio alle due statue simbolo trovate i50 anni fa 

Di Redazione |

A cinquant'anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace che ricorre esattamente il 16 agosto 1972, la Calabria prepara una serie di eventi dedicati alle due celeberrime  statue ma non solo.  Installazioni, mostre,  convegni, concerti, accompagneranno l'estate delle celebrazioni.  

Si intitola "I Bronzi di Riace" la mostra in programma fino al 23 ottobre al Museo Archeologico Nazionale e organizzata nell'ambito del programma per celebrare il Cinquantesimo. Esposta al pubblico una selezione di 16 scatti firmati dal fotografo Luigi Spina: la sequenza di 8 più 8 fotografie, tutte di grande formato, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, mette in evidenza un lento movimento che, seppur incessante, crea pause e ritmo.     

La storia del ritrovamento dei Bronzi inizia cinquanta anni fa. Il 16 agosto del 1972, quando, dopo una segnalazione del fotografo Stefano Mariottini, i carabinieri recuperarono due statue sul fondale di Porto Forticchio a Riace Marina i due bronzi poi furono sottoposti ad un accurato restauro a Firenze e furono esposti al pubblico dopo cinque anni. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini volle che le due statue facessero tappa al Quirinale nell'estate del 1981 prima di arrivare al Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria.

A 50 anni dal loro ritrovamento, i Bronzi di Riace sono ancora avvolti nel mistero. Ma negli anni sono stati raccolti indizi che permettono di giungere a una conclusione: la loro storia ha a che fare con quella dei Sette contro Tebe e delle statue del gruppo dei "Fratricidi". Nell'iconografia antica, la "nudità eroica" in cui vengono mostrati i Bronzi identificava dei ed eroi. Ecco, quindi, che abbiamo un indizio su chi fossero i Bronzi: due eroi.  Le due statue, opere originali della metà del V secolo a.C. sono state candidate di recente per entrare nella lista dei beni del patrimonio Unesco

Il loro status di guerrieri è infatti indicato dalla presenza di elmi, scudi e lance. Le statue rappresentano degli opliti, con armi tipiche della metà del V secolo a.C.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA