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Marcegaglia: ‘Serve dialogo vero imprese-Governi, modello B7’

"Per l'autonomia strategica misure mirate e mercati aperti'

Di Redazione |

ROMA, 08 LUG – “In un mondo così complesso avere un dialogo vero, serio, ognuno nel proprio ruolo”, tra Governi e mondo delle imprese, “è uno dei modi più interessanti per arrivare a prendere decisioni e definire strategie di lungo periodo”. Emma Marcegaglia, chair del B7, sottolinea così l’efficacia di un modello “di collaborazione” che ha portato le ‘confindustrie’ a diretto confronto con i Governi del G7 in occasione del G7 in Italia e in particolare delle riunioni ministeriali con focus di approfondimento mirati. Da parte del Governo “la collaborazione con il mondo dell’industria c’è, è forte”, rileva: con gli appuntamenti del B7 “abbiamo l’opportunità, per la prima volta, di incontrare i ministri dei Paesi del G7, di dialogare insieme. Come mondo del business abbiamo già evidenziato le nostre idee sul digitale e sull’energia”, in occasione delle riunioni di ministri a Verona e Torino, “e lo faremo nei prossimi giorni sul commercio estero”, parallelamente alla riunione dei ministri G7 di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, il 16 ed il 17 luglio. E’ un tema che si intreccia con la necessità, oggi, di misure per l’autonomia strategica e la sicurezza, come emerge dalla presentazione del libro ‘Realpolitik’ di Giampiero Massolo con Francesco Bechis, al Ministero delle Imprese, un confronto a cui partecipa anche il ministro Adolfo Urso. “Oggi è necessario ragionare sui rischi, sulla frammentazione delle catene del valore, sulla necessità di diversificare i nostri approvvigionamento, ce ne siamo tutti resi conto”, serve “una strategia nuova per dare forza al nostro Paese”, avverte l’industriale dell’acciaio: “Dobbiamo trovare un nuovo rapporto tra sicurezza-autonomia strategica e competitività” ma “lasciando i mercati aperti”, avverte “bisogna avere chiaro quali sono i rischi” ma “non deve essere un modo per fare protezionismo senza dirlo”. Dobbiamo dare risposte mirate, tarate sui rischi: “Servono strumenti precisi, proporzionati, prevedibili. Strumenti intelligenti, centrati sui rischi e non adottati in una logica ampia, complessiva, che andrebbe a discapito della competitività e della crescita”. E bisogna “lavorare sulla crescita economica, italiana ed europea. C’è un problema di competitività che va affrontato, soprattutto a livello Ue: se non hai forza economica non conti negli scenari internazionali. E l’Europa deve ricominciare a essere forte”

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