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Voli per la Sicilia, stangata di fine anno: rotte da Indiana Jones per risparmiare

Niente low cost. Fino a 790 euro per un Mi-Pa a/r. Tappa a Praga per spendere meno su Catania

Di Maria Elena Quaiotti  |

L'insularità può (ancora) attendere? Sembrerebbe proprio di sì. La “coperta troppo corta” ricordata dall'ex governatore e oggi ministro Nello Musumeci davanti al capo di Confindustria Bonomi due giorni fa a Catania, non dice bene infatti sulla reale urgenza riservata dal governo nazionale ai decreti attuativi per non lasciare che resti lettera morta il “magico concetto” inserito da quest'estate anche in Costituzione che solo per la Sicilia “vale” almeno 6 miliardi di euro. Tradotto: ciò che può essere una straordinaria opportunità è destinata ancora per molto a restare una maledizione.

E così è puntualmente ricominciata la “roulette russa” dei prezzi per tornare nell'isola, sia nel lungo ponte dell'Immacolata che, manco a dirlo, per le vacanze natalizie. La tendenza per risparmiare, ne siamo quasi certi, sarà puntare a vacanze “mordi e fuggi”, magari “sacrificando” una delle tre festività, oppure prevedere partenze e rientri nei giorni fuori dalle “zone rosse” cavalcate dalle compagnie nelle tratte più ambite del periodo. E i tanti siciliani “del Nord” desiderosi di trascorrere le vacanze a casa? 

Nello sdegno generale, i biglietti più o meno cari vanno comunque letteralmente a ruba. Come in ogni “maledetta festività”.

La simulazione è presto fatta (portale eDreams di comparazione voli): ad esempio, volendo acquistare ieri un volo sia con compagnie “low cost” (o sarebbe meglio dire “wild cost”? Prezzo selvaggio…) che quella di bandiera, per chi potesse permettersi un ponte dell'Immacolata più lungo (dal 7 al 12) era rimasto un solo biglietto a 162 euro andata e ritorno da Milano a Catania, con una media al rialzo di 230-270 euro fino all'improponibile cifra di 345 euro di Ita Airways; cifra che era scesa a 138 euro (fino a un massimo di 180 euro) prevedendo il rientro già venerdì 9 dicembre (chi viaggia sa che nei fine settimana i prezzi sono alti a prescindere). Qualche decina di euro in più da Milano per Palermo, salvo un “Ita” andata e ritorno a 790 euro dal 7 al 12, e solo due biglietti rimasti. Stesso trend anche da Roma, sia per Catania che per Palermo, e resta il rientro al 9 la soluzione per non spendere più di 250 euro.

Il periodo natalizio riserva altre note e sgradite sorprese: sempre volendo prenotare ieri, quindi con un congruo anticipo (anche se la “regola regina” prevede una prenotazione diversi mesi prima per risparmiare davvero) e Capodanno escluso, da Milano a Palermo dal 23 al 27 dicembre, andata e ritorno, non si spende meno di 300 fino a oltre 400 euro con le “low cost”, salvo volersi appioppare scali che fanno lievitare il volo da circa due ore a oltre cinque e allora si può “chiudere” a poco meno di 200 euro. Lo “scettro dell’esosità” lo detiene Ita, con 738 euro e, almeno questo, voli diretti.

Volendo rientrare il 3 gennaio si resta sempre sulla media di 400 euro, che resta tale anche considerando un improvvido rientro il 6 gennaio, festa dell'Epifania. Da Milano per Catania, dal 23 dicembre al 6 gennaio uno dei prezzi più economici si attesta a 292 euro, con volo di andata di poco più di 8 ore e uno scalo (a Praga), ma si arriva a 220 se si accetta un viaggio di andata di ben 14 ore e scalo a Praga, mentre si arriva a 129 euro a/r da Roma (Ciampino) a Catania con scalo a Malta all'andata e partenza da Comiso per Fiumicino al ritorno. Si tratta di “soluzioni da Indiana Jones” della compagnia Ryanair, e comunque non snobbate.

La “wild cost” torna a essere “low cost” quando meno te l'aspetti: proprio Ryanair propone un Malpensa-Catania a 18,69 euro il 1° gennaio e al mitico prezzo di 9,99 euro (quello dei gettonatissimi voli per Londra) il 6 gennaio, oppure un Roma-Catania a 20 euro dal 12 gennaio. Non male, ma certamente fuori “zona vacanze”.   COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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