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Superbonus e decreto Sostegni Ter, gli architetti etnei: «Una norma che arresta processo di rigenerazione del Paese»

Di Redazione

CATANIA - «È impensabile dichiarare di voler far crescere il Paese, riattivare il settore delle costruzioni, avviare in modo concreto il processo di efficientamento energetico e riqualificazione, modificando periodicamente il quadro normativo, anche in modalità retroattiva, generando confusione e arrestando, di fatto, la ripresa economica e la rigenerazione del patrimonio immobiliare italiano, vetusto ed energivoro». Questo l’allarme lanciato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Catania e dalla sua Fondazione – presieduti rispettivamente da Sebastian Carlo Greco ed Eleonora Bonanno - alla luce delle modifiche sulla cessione del credito previste dal decreto Sostegni Ter, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 gennaio.

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L’articolo 28, infatti, prevede una sola cessione del credito maturato dai lavori legati ai bonus edilizi, anche per quelli già ultimati: «Una norma – secondo Greco e Bonanno – inspiegabile, considerando che la cessione del credito ha permesso di rendere efficace il Superbonus e gli altri vantaggi fiscali. Questa modifica si unisce ad altre disposizioni che rallentano il processo di rigenerazione del Paese, con gravi ripercussioni anche sulle attività professionali e sull’economia. Infatti – spiegano – gli istituti finanziari a breve non accetteranno più crediti perché saturi, con la conseguenza di utilizzare il “saldo a stralcio”, a discapito di committenti, professionisti e imprese che hanno già stipulato contratti».

Questo, come spiegano Greco e Bonanno, darebbe vita a un «effetto a catena: le imprese e i professionisti, senza liquidità, non pagherebbero fornitori, dipendenti ed enti previdenziali, oltre all’impossibilità di saldare l’Iva. Ancor più svantaggiate – sottolineano i presidenti della categoria etnea – le famiglie che non avranno la possibilità di anticipare importi considerevoli». Questo è quanto emerge dall’approfondita analisi del sistema da parte di Ordine e Fondazione, «coscienti della necessità di intervenire contro le frodi, ma non a discapito di chi abbia operato in modo corretto e onesto».

Un appello al Governo in funzione di una «prospettiva futura, attraverso provvedimenti che rendano strutturale un processo che si è dimostrato, nonostante le difficoltà, una possibilità concreta di rigenerazione e riqualificazione. Un percorso di rigenerazione non può essere affrontato di sei mesi in sei mesi – concludono i presidenti - ma richiede programmazione e attenzione alla sicurezza sismica, all’efficientamento energetico e alla qualità architettonica dell’intervento, che va oltre le sole caratteristiche tecniche».

Per far valere le proprie ragioni, i rappresentanti dell’Ordine etneo, della Fondazione e al CoGA, saranno presenti domani (martedì 8 febbraio) alla Class Action contro il blocco della cessione dei crediti che si terrà in Piazza della Repubblica a Roma.

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