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Carcere di Santo Stefano, visita alle aree messe in sicurezza

A Ventotene. Macioce, 'la maggior parte chiuse da oltre 50 anni'

Di Redazione |

ROMA, 22 MAR – Le aree all’ex carcere borbonico di Santo Stefano a Ventotene messe finalmente in sicurezza, molte di queste non percorribili da più di 50 anni perché già crollate o a rischio crollo dopo la chiusura e l’abbandono del carcere nel 1965, sono state oggi al centro di una visita per i media, organizzata dal Commissario straordinario di governo Giovanni Macioce. La visita si è svolta con l’assistenza tecnica di Invitalia, soggetto attuatore dell’intervento, e grazie anche all’assistenza della Guardia Costiera di Ponza e della Guardia di Finanza di Ventotene. Letterio Sonnessa, direttore dei lavori, ha illustrato le delicate operazioni di messa in sicurezza e parziale restauro in corso nel Panopticon, insieme alla guida Salvatore Schiano che ha integrato con una evocativa narrazione storica, percorrendo insieme alla delegazione media intervenuta tutte le aree interne all’ex carcere per poi spostarsi all’esterno e raggiungere il cimitero, che insieme ai vialetti di accesso è una delle aree la cui messa in sicurezza è definitivamente completata. “L’apertura dell’ex carcere con l’accesso alle aree finora chiuse rientra in un processo da me fortemente voluto di trasparenza sullo stato dei lavori in corso e condivisione del grande lavoro di squadra che si sta portando avanti in condizioni ambientali veramente difficili quali quelle che caratterizzano l’isola di Santo Stefano – ha detto il Commissario Macioce che ha poi continuato – Domani effettueremo una seconda visita all’ex carcere borbonico insieme alla Comunità di Ventotene, da me incontrata già lo scorso 7 marzo a Roma: sono più di cento le richieste di partecipazione: oltre ai cittadini c’è l’adesione di tre delegazioni universitarie insieme a diverse associazioni culturali e gruppi di lavoro che operano sull’isola”. Mentre si definiscono gli ultimi dettagli della Giornata della conoscenza di domani, Macioce è già al lavoro per l’organizzazione di una giornata di lavoro con i partner scientifici del Progetto, tra cui le università del Lazio sottoscrittrici di accordi che portano già ogni anno a Ventotene e Santo Stefano più di 400 studiosi e ricercatori italiani e europei per ‘spring school’, convegni e viaggi studio.

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