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Commercialista ‘svuotava’ le coop, sarà processato in abbreviato

Imputata anche la moglie, che ha chiesto di patteggiare 2 anni

Di Redazione |

BOLOGNA, 29 MAR – Ha scelto di essere processato col rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena) il commercialista Claudio Mengoli, che secondo le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura (pm Rosella Poggioli), svuotava le casse delle cooperative di cui era nominato liquidatore e apriva conti correnti su cui far transitare i soldi, che poi finivano nelle sue tasche. In mattinata è cominciata l’udienza preliminare, davanti al Gup Alberto Ziroldi. Mengoli è accusato di appropriazione indebita, peculato, impiego di denari, beni o utilità di provenienza illecita, e altri reati tributari. Nei guai, insieme a lui, è finita anche la moglie, Samanta Bonazzi, alla quale viene contestato il reato di impiego di beni di provenienza illecita e due episodi di truffa, legati alla compravendita di Rolex del valore di migliaia di euro. La donna ha chiesto di patteggiare la pena di due anni di reclusione e ora il giudice dovrà decidere nella prossima udienza, fissata il 19 giugno. Parti civili saranno il Consorzio cooperative Eriches 29, la cooperativa Grandi Lavori, la coop Carlero, tre soci della cooperativa Evoluzione Welfare, un gioielliere e un’altra persona truffata sui rolex, questi ultimi due assistiti dall’avvocato Valerio Girani. “Questo processo è emblematico, al di là degli atti del disegno criminoso messo in atto dagli imputati, perché svela un vulnus importante che ha il sistema di vigilanza sulle cooperative”, ha detto l’avvocato Domenico Morace, che assiste i tre soci della coop Evoluzione Welfare. “Un sistema che fa acqua da tutte le parti, soprattutto per come si è potuto drenare una massa ingente di denari da cooperative in liquidazione che dovevano essere maggiormente sotto controllo. Emblematico è il caso della Eriches 29 – ha aggiunto Morace – che era il Consorzio cooperative di Mafia Capitale, che faceva capo a Buzzi, e doveva essere seguito in modo particolare. Invece ha avuto i primi due commissari liquidatori, nominati dal Ministero del lavoro, sottoposti a indagine: una, la prima, è stata anche arrestata”.

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