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I Carabinieri a caccia di prove per la morte di Alex a Vidor

Nuova serie di controlli, si cercano oggetti e tracce di sangue

Di Redazione |

TREVISO, 10 LUG – All’abbazia di Vidor, nel trevigiano, sono tornati oggi i Carabinieri con gli specialisti allo scopo di setacciare la struttura sconsacrata e i percorsi che da lì portano al fiume Piave. Un nuovo sopralluogo per cercare di individuare il punto in cui è stato ucciso Alex Marangon, il barista 25enne di Marcon (Venezia) scomparso il 30 giugno e il cui corpo è stato trovato in un isolotto del fiume alle Grave di Ciano il 2 luglio. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla zona interna e quella esterna dell’edificio nel tentativo di trovare indizi utili alle indagini. Caccia a tracce di sangue e dell’oggetto, un bastone o pietra, compatibili con le ferite che hanno provocato la morte del 25enne. La procura di Treviso ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio volontario. In questa fase delle indagini restano centrali le figure dei due guaritori colombiani, secondo i testimoni, gli ultimi ad aver visto Alex in vita. I due avrebbero seguito Alex che si allontanava dalla chiesa dell’abbazia, pare in stato di alterazione, probabilmente in preda a degli allucinogeni consumati durante un rito sciamanico.

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