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Il Premio Giorgio Ambrosoli 2024 a 15 eroi silenziosi

Presidente Ferrario: 'Ruolo dei singoli cittadini determinante'

Di Redazione |

MILANO, 08 LUG – Sono stati consegnati oggi i riconoscimenti del “Premio Giorgio Ambrosoli”, conferiti a quindici “eroi silenziosi” tra appartenenti alle forze dell’ordine, delle imprese, e ad appartenenti alla magistratura, ai media, alla pubblica amministrazione e terzo settore, che si sono distinti per aver tutelato la legge in condizioni di pericolo o perché bersaglio di intimidazioni. La cerimonia si è svolta nel pomeriggio presso il Piccolo Teatro Studio Melato. Il premio intitolato all’avvocato e commissario liquidatore della Banca Privata Italia, ucciso l’11 luglio 1979. è giunto all’undicesima edizione. Tra i presenti, oltre ai vertici militari regionali ed esponenti delle istituzioni, il prefetto Vittorio Rizzi, vice capo vicario della Polizia, e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. “È sempre più cruciale maturare la consapevolezza che non sono sufficienti le leggi scritte, anche quando sono ben concepite – ha detto il presidente della Fondazione Premio Giorgio Ambrosoli, Mario Carlo Ferrario – ma è indispensabile al contempo un contesto di cultura, competenze, comportamenti, meccanismi che ne assicurino la corretta applicazione. In questo senso il ruolo dei singoli cittadini, in particolare nell’esercizio delle loro professioni, diviene uno dei fattori determinanti”. Il Premio Giorgio Ambrosoli si svolge sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Città metropolitana di Milano, della Camera di Commercio di Milano e con il sostegno di Confcommercio – Imprese per l’Italia. Il Piccolo Teatro – Teatro d’Europa è partner. I premi Giorgio Ambrosoli sono andati al Sacrario della Polizia di Stato, simbolo di impegno e sacrificio, alla memoria di don Giuseppe Peppe Diana, assassinato dalla camorra nel 1994, a don Antonio Coluccia, sacerdote che combatte il crimine organizzato locale con la sua “Bat mobile”, a Tiziana Ronzio, presidente dell’associazione “Torpiùbella”, e a Bruno Caccia, magistrato italiano ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983, insieme a sua moglie Carla. Le menzioni Giorgio Ambrosoli sono andate a Caffè Guglielmo e Associazione Tazzina della legalità, al magistrato di Latina Lucia Aielli, alla giornalista Federica Angeli, ad Antonella Di Bartolo, preside dell’istituto “Sperone – Pertini”, a Giacomo Di Girolamo, direttore del portale Tp24.it e radio RMC 101, a Raffaele Vitale, da vittima e denunciante di estorsione e a Giovanna Bruno, sindaca di Andria. Il riconoscimento Giorgio Ambrosoli all’Impegno Civile è stato consegnato al Circolo Società Civile di Milano, all’Associazione Annalisa Durante e all’associazione Cascina Caccia.

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