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Nuovo appello di Martina per suicidio assistito, ‘chiedo pietà’

La donna triestina è tetraplegica, 'spero nel buon senso'

Di Redazione |

TRIESTE, 25 GIU – “Questa non è una battaglia di destra o sinistra. La vita e la dignità sono di tutti. Sono stanca. Chiedo solo pietà”: è il nuovo appello di Martina Oppelli, la donna triestina tetraplegica e affetta da sclerosi multipla, alla quale Asugi, l’azienda sanitaria locale, aveva negato l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Oggi a Trieste, insieme all’associazione Luca Coscioni, ha fatto sentire ancora la sua voce. Parlando della Regione Friuli Venezia Giulia – dopo lo stop del Consiglio alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita -, Orpelli ha confermato di avere “piena fiducia in questa amministrazione”. “Ma devono sapere – ha aggiunto – che è dura, tanto più d’estate, quando i fragili magari non hanno nemmeno l’aria condizionata. Personalmente da qualche giorno devo fare i conti anche con nuove allergie, verso un farmaco che mi aiutava contro il dolore. Resto con il sorriso, ma non ce la faccio più. Spero che venga capito che non ho nulla contro questa amministrazione – ha ribadito – l’ho scelta anch’io. Spero solo nel buon senso”. Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, presente oggi a Trieste, ha ricordato che “noi non ci fermiamo. La proposta di legge che era stata presenta qui in Friuli Venezia Giulia, con le firme dei cittadini, interveniva per stabilire tempi certi nella risposta che un’azienda sanitaria deve dare a un malato. Così invece si espongono i malati a un’attesa senza fine”.

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