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Teologo, democrazia sia bene comune per singolo, società, etica

Bilancio della 50/a Settimana sociale dei cattolici italiani

Di Redazione |

TRIESTE, 08 LUG – “La democrazia non può ignorare i punti rifermentali: il bene comune del singolo, della società e del rapporto umano-creato, e la promozione dell’etica naturale, educando e illuminando coloro che sono stati legittimamente eletti a promuovere e a dotare la società civile di normative positive nella giustizia, nella verità e, direbbe Papa Giovanni XXIII, nell’amore”. È il bilancio della 50/a Settimana dei cattolici fatta dal teologo Ettore Malnati. Il quale ammonisce che “se questo non avviene, ecco che è legittima l’obiezione di coscienza, senza della quale il bene comune e del singolo a volte è succube di un legalismo privo di “umanesimo” necessario alla vera promozione della democrazia”. La Settimana ha offerto, secondo il teologo, “per i convenuti dalle diverse realtà del Paese l’opportunità di riflettere sulla complessità culturale, sociale e religiosa della storia di questa Terra Giuliana con i suoi calvari (le foibe e la risiera) e le preoccupazioni per il suo presente e ha offerto anche per la comunità civile e multi-religiosa triestina, l’opportunità di sentire il polso di un progetto di democrazia da considerare oltre le ideologie”. Per mos. Malnati, “giustamente il presidente Mattarella ha ben sottolineato che la democrazia non può ridursi a mera gestione della maggioranza senza con ciò escludere la doverosa presenza, ovviamente non violenta, di una legittima opposizione oltre la dimensione numerica” e comunque “il concetto di democrazia non può ridursi ad una partitocrazia ideologica”. Se una “democrazia attraverso l’apparato politico” non “si adopera per dare dignità a coloro che si trovano in situazione di emarginazione con adeguate prospettive di ‘recupero’ e di ‘re-inserimento’ – penso ai detenuti – questa democrazia è depauperata e impoverita nella sua natura e finalità”. Dunque, ha ragione Papa Francesco a ricordare che oggi la democrazia “non gode di buona salute”. Il teologo evidenzia “‘l’arroganza’ di chi giunge numericamente ad essere maggioranza, ma è politicamente in difficoltà nel discernimento che deriva ‘dall’ascolto’ ‘dell’insieme'”.

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