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Torture al Beccaria, inchiesta nata da omissioni su violenze

Primo episodio nel 2022. Analisi dopo le evasioni di Natale 2023

Di Redazione |

MILANO, 22 APR – Nasce dalle presunte omissioni nelle torture ad un 17enne nell’agosto del 2022, per cui, poi, erano stati arrestati tre giovani, l’inchiesta della Polizia e della Penitenziaria, coordinata dal pm di Milano Rosaria Stagnaro, che ha portato in carcere 13 agenti di Polizia penitenziaria dell’istituto di pena minorile Beccaria di Milano e al altre misure cautelari nei confronti di altri otto, su ordinanza del gip Stefania Donadeo. Un fatto, quello delle torture ai danni del 17enne, che lo scorso marzo ha portato alla condanna con rito abbreviato ad 8 anni per un 19enne ivoriano, Gnagne Lath, detto ‘Nesco’, con già un precedente per tortura alle spalle e che era stato arrestato in passato in un’inchiesta sulla crew dei trapper Simba La Rue e Baby Gang. Lath fu arrestato nel dicembre 2022 per tortura, violenza sessuale di gruppo e lesioni perché, assieme a due minori, inflisse ad un 17enne, che era detenuto con i tre giovani nel carcere minorile Beccaria, “con crudeltà” gravi “e reiterate violenze” e un “trattamento inumano e degradante”. Tra l’altro, già nelle motivazioni della sentenza si parlava di un oggetto usato per le torture dai giovani, sequestrato ma sul quale non erano state rinvenute “tracce ematiche”. Nel processo, scriveva il gup Cristian Mariani, si è ventilata anche “la probabilità” di “una manovra di ‘depistaggio’, finalizzata a rimuovere i sospetti di omesso controllo da parte degli agenti di turno la notte dei fatti”. Inoltre, da quanto si è saputo, le indagini hanno preso le mosse anche a seguito degli accertamenti, coordinati per questa tranche dal pm Cecilia Vassena, dopo le evasioni di sette minorenni dal Beccaria la sera di Natale dello scorso anno.

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