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Trapianti: un farmaco inibisce il rigetto in quelli di rene

Sperimentato a Padova l'impiego dell'Imlifidase

Di Redazione |

PADOVA, 14 DIC – Per la prima volta, all’ospedale di Padova, è stato possibile trapiantare un rene, superando la presenza di anticorpi contro gli antigeni del donatore, evitando quindi il rischio di rigetto, grazie all’utilizzo dell’Imlifidase, un farmaco che ha ricevuto il via libera dall’Aifa lo scorso 7 dicembre. L’innovazione farmacologica è stata presentata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giuseppe Dal Ben, e dal direttore del Centro Nazionale Trapianti, Massimo Cardillo. “In Italia ci sono circa 6 mila pazienti in lista d’attesa per il trapianto di rene – ha spiegato Cardillo -. Il 17% di queste persone presenta un alto livello di anticorpi contro gli antigeni di tutte le persone, quindi anche dei potenziali donatori. La presenza di questi anticorpi rende, dunque, difficile trovare donatori. Per la prima volta è stato trovato un farmaco che scinde questi anticorpi rendendoli inefficaci, consentendo così il trapianto”.

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