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Call center, fumata nera per Almaviva a Palermo

Di Redazione |

Palermo – Nubi nere sul futuro del call center Almaviva, a Palermo. “Il quadro rappresentato è più drammatico di quello prospettato appena un mese fa in sede ministeriale”, dicono le parti sociali al termine dell’incontro di oggi al ministero del Lavoro alla presenza dei sottosegretari Steni di Piazza per il ministero del Lavoro, Alessandra Todde per il Mise, il capo di gabinetto del ministero del Sud e l’assessore Giovanna Marano per il Comune di Palermo. Sul tappeto l’analis della situazione occupazionale della sede palermitana del colosso dei call center. Almaviva, infatti, ha presentato al tavolo il quadro attuale, partendo dalla verifica effettuata con i principali committenti su tariffe e volumi.

Da Tim non sarebbero arrivati riscontri precisi, ma da Wind, secondo quanto riferiscono i sindacati, sarebbero giunte risposte negative sia sul fronte delle tariffe che su quello dei volumi. Uno scenario nerissimo che potrebbe rendere insostenibile la prosecuzione del rapporto commerciale con questo committente, compromettendo, come avrebbe spiegato Almaviva durante il tavolo di confronto, la sopravvivenza stessa dell’intero sito produttivo di Palermo. Da qui la richiesta delle organizzazioni sindacali a un coinvolgimento dei committenti nel percorso ministeriale avviato. Un coinvolgimento, spiegano i sindacati, che “non è più differibile”.

“La tenuta sociale diventa prioritaria attraverso il ripristino di regole certe su tariffe, delocalizzazione e rispetto dei contratti”, dicono i sindacati, che hanno chiesto al Governo nazionale un “impegno forte” per il recupero del credito di 14 milioni di euro che Almaviva vanta verso Alitalia. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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