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In Sicilia, «si abbassa l'età dei positivi, la carica virale è più alta e aumenta la variante inglese»

Covid-19

In Sicilia «si abbassa l'età dei positivi, la carica virale è più alta e aumenta la variante inglese»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Varianti Covid e soprattutto la variante inglese. E' possibile che anche in Sicilia si diffonda con rapidità? Ne abbiamo parlato con prof. Guido Scalia, titolare del laboratorio di analisi del Policlinico che è centro di riferimento per la sequenziazione dei tamponi.

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Prof. Scalia siete in grado di individuare tutte le varianti?

«Per identificare delle varianti ci vogliono delle condizioni particolari. Intanto si deve sospettare la presenza di una variante e non è facile e per questo noi veniamo sommersi da richieste di analisi di sospette varianti laddove non ci sono le condizioni. Come laboratorio di riferimento abbiamo una rete che sta cominciando a funzionare anche per l'individuazione delle varianti. Abbiamo avuto una videoconferenza con tutti i laboratori di riferimento nazionali e abbiamo esaminato la situazione per vedere come agire. Allo stato abbiamo due metodi fondamentali di individuazione. Uno più lento e più specifico indicato per una determinata variante e il secondo che è molto più ampio è può abbracciare tutte le varianti attuali e anche eventualmente altre che si dovessero presentare. In questo momento siamo in attesa che arrivino i reagenti per questo secondo metodo, mentre per il primo lo stiamo utilizzando sulla variante inglese, ma il sequenziamento può essere effettuato solo quando la carica virale è molto alta, altrimenti possiamo avere falsi positivi».

Quando pensate di potere avere i reagenti per individuare tutte le varianti?

«Speriamo di averli entro questa settimana».

Quanti casi della inglese avete già individuato?

«In questo momento la genotipizzazione ci ha permesso, da fine gennaio ad oggi, di individuare una ventina di soggetti di variante inglese. gli ultimi 4 casi li abbiamo individuati sabato a Catania. Gli altri sono stati individuati oltre che a Catania a Siracusa, Ragusa ed Enna».

Professore dai dati che lei ha scoperto pensa che la situazione possa peggiorare?

«Secondo quello che stiamo riscontrando in laboratorio possiamo dire che c’è stato un modestissimo calo di positivi, ma temo che ci sarà in incremento molto presto perché piangeremo le stupidaggini fatte da una parte di cittadini nel corso del perdiodo di carnevale e anche nei fine settimana. Devo aggiungere che nei nuovi casi noi vediamo una fortissima riduzione dell’età media e delle cariche infettanti che sono molto elevate. Il che significa che queste persone prima di essere individuate sono andate in giro a distribuire virus in maniera molto elevata. C’è, però, da evidenziare che la maggior parte dei positivi sono individuati in determinati cluster ben circoscritti, in particolare all’interno delle famiglie. Ovviamente per evitare che il virus continui a diffondersi bisognerebbe aumentare il numero delle vaccinazioni per issare una barriera».

L’abbassamento dell’età media certifica che molti cittadini e giovani non hanno ancora capito cosa stia accadendo?

«Temo che pochi ancora abbiano compreso cosa stia accadendo. La vaccinazione avrà la sua efficacia quando verrà raggiunto un abbondante 75, 80% di immunizzati. E finché non si raggiungerà questo livello di copertura si devono assolutamente mantenere le condizioni di sicurezza. E quindi bisogna indossare sempre la mascherina, bisogna lavarsi spesso le mani ed è necessario evitare gli assembramenti, oltre a mantenere la ventilazione nei luoghi in cui ci sono un certo numero di persone. Bisogna continuare su questa strada, perché in caso contrario c’è il rischio che il virus si trovi nella condizione di dovere e non volere cambiare, e potrebbe mutare in modo tale da rendere poco utile o addirittura inutile la vaccinazione finora effettuata. E anche il vaccinato deve fare attenzione e deve proteggere se stesso e gli altri finché si raggiungerà l’immunità di gregge».

Di questo passo e con le poche vaccinazioni sarà molto difficile raggiungere questo traguardo in pochi mesi...

«Come ho sostenuto l’anno scorso la speranza è che l’estate ci venga incontro, ma stavolta dobbiamo essere pronti a non sprecare l’occasione perché se ci comporteremo come l’anno scorso, in autunno ricominceremo d’accapo perché è bene dire che questo virus non se ne andrà...».

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