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Primarie del Pd al veleno in Sicilia, scoppia caso che diventa nazionale

Tra ricorsi e polemiche Teresa Piccione si ritira dalla consultazione nei gazebo e Davide Faraone resta l'unico in corsa. Zingaretti attacca: «Nell'Isola stiamo vedendo un modello di partito che io non voglio»

Primarie del Pd al veleno in Sicilia,  scoppia caso che diventa nazionale

PALERMO - L’onda lunga del duro scontro nel Pd in Sicilia a colpi di ricorsi e polemiche, con le primarie del 16 dicembre ormai appese ai commi e all'interpretazione del regolamento interno dopo il ritiro di uno dei due candidati in corsa, arriva dritto al Nazareno. E fa diventare il caso nazionale.

«Purtroppo in Sicilia stiamo vedendo un modello di partito che io non voglio, ci sono molte federazioni che non hanno aperto il tesseramento, non hanno fatto votare gli iscritti, ci sono pesanti ingerenze di un altro partito nella vita democratica del nostro partito e credo che, e su questo faccio un appello, dovremmo reagire tutti insieme e tutti compatti», attacca Nicola Zingaretti. Proprio la candidata espressione della sua area, Teresa Piccione, si è ritirata dalla consultazione nei gazebo contestando la decisione, assunta ieri a tarda notte, della commissione nazionale di garanzia che, accogliendo il ricorso del segretario uscente siciliano Fausto Raciti, ha stabilito che i congressi provinciali e di circoli si faranno dopo le primarie. Una scelta che l’area Zingaretti e AreaDem di Franceschini disapprovano, sostenendo che in questo modo siano state «forzate le regole».

«Ci sono troppe decisioni anche sulle regole prese a maggioranza - incalza Zingaretti - così si distrugge, non si costruisce: così diventa addirittura banale dire che bisogna salvare l’Italia e non ci si preoccupa di salvare il nostro partito». Ma per i senatori dem Valeria Sudano, Leonardo Grimani e Salvatore Margiotta «le parole che ha usato Zingaretti fanno riflettere: il metodo è chiaro e tristemente noto, Davide Faraone è ampiamente in testa, l’unico modo per sconfiggerlo per gli amici di Zingaretti è allora annullare le primarie No, caro Zingaretti, è il tuo modello di partito che ci inquieta e non poco».

Spetta a questo punto alla commissione regionale per il congresso stabilire se annullare o celebrare ugualmente le primarie in Sicilia. Il ritiro di Teresa Piccione apre nuovi dubbi procedurali. Se il "renziano" Davide Faraone è l’unico rimasto in corsa si pone il problema delle liste collegate, con i componenti che concorrono per l’elezione all'assemblea regionale dei dem. I termini per la presentazione delle liste scadono domani alle 20 se la commissione congresso deciderà di proseguire con le primarie nei gazebo saranno votati dunque soltanto i nominativi contenuti nelle liste dell’ex sottosegretario in quanto non essendoci più la candidatura di Piccione di conseguenza non ci potranno essere liste a lei collegate. In alternativa, stoppando le primarie, la commissione, ma questo è tutto da decifrare con regolamento e statuto alla mano, potrebbe proclamare segretario Faraone, ma non è chiaro come si potrebbe procedere con le liste. Insomma un rebus, l’ennesimo colpo di scena in un partito in Sicilia lacerato da polemiche e divisioni.

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